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Le bugie hanno le gambe corte e il naso lungo.

...ma qui ce ne freghiamo e continuiamo a raccontarle, nonostante venga scoperta tutte le volte.
La storia delle bugie è cominciata alla scuola dell'infanzia, quando molto ingenuamente raccontò alla sua maestra che la mamma cantava in un coro (io che con la musica spartisco solo il marito. Non che la schifi! ma mi limito a ascoltarla. In quanto a cantarla...beh...non ne posseggo le doti per potermi far ascoltare in pubblico). Poi è continuata con "sai, io ho una sorella", ancora "io ho due sorelle" e " ho una cugina". Bene, all'epoca non aveva sorelle e cugine nemmeno oggi. Non so quante gravidanze ho affrontato da allora a oggi; saremmo una famiglia numerosissima. "Sai, ho un cane"...che?
Scuola primaria: parlando con la maestra e con i compagni vengono fuori i vizi  le virtù dei genitori, in particolare delle mamme.  Amica 1: <<Mia mamma fuma>>. Amica 2: << Anche mia mamma fuma>>. Marta: <<Sì! anche mia mamma fum…
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Buon anno fratello

e mi sa che sono anche in ritardo sulla tabella di marcia.
Quest'anno ho cominciato a organizzare mentalmente i pro e contro del 2017, le cose andate bene e quelle più deludenti, già da qualche giorno. Però mi ritrovo solo oggi a tirar giù le somme, nero su bianco.

Non mi fermerò a paturniarvi con la tristezza che m'è presa quest'anno (sarà che gli ormoni non si sono ancora ripresi dalla gravidanza?). Nè sul regalo prezioso che è arrivato a giugno - certo, scoperto a settembre, ma che si è materializzato tra le nostre braccia a giugno, con tutto il suo carico di bellezza e di difficoltà, nel riassestare questa famiglia disorganizzata e precaria (equilibrio di cui siamo ancora alla ricerca, eheh).
Mi concentrerò solo sul blog, sul mio lavoro da grafica e illustratrice.
Quest'anno il blog è stato ulteriormente abbandonato: se son riuscita a scrivere in media un post al mese è tanto. So di non dire nulla di interessante, ma è importante, perché su questo diario non-segreto but…

tappati le orecchie!

Lo ammetto, a volte lo faccio. 
Lo faccio materialmente e psicologicamente.
Lo faccio quando Beatrice strilla. Sì, perché lei STRILLA, urla. Con il tempo (sono solo 5 mesi, lo so, ma l'ho capito osservandola e ascoltandola) ho capito che non sempre piange per fame o perché ha doloretti, o per stanchezza. Spesso piange solo per essere ascoltata e presa in braccio. Perché non regge la posizione passeggino o altra che non sia tra le braccia di qualcuno (generalmente quelle materne) per più di un tot di minuti.
Urla quando siamo in auto, appena la poggio nel seggiolino. Urla. E se dico urla, credetemi, sono proprio urla!
Avete presente quei bambini che si buttano per terra in preda a un momento di disperazione - o capriccio - tra gli sguardi attoniti dei passanti e il senso di impotenza dei genitori? quei bambini alla cui vista tu esordisci dentro te "il mio non sarà mai così!". Ecco, Bea urla così. Si capisce perché ha un tono diverso, stridulo, alto, acuto...insomma, si capisc…

Colpita ma non totalmente affondata

Dunque, questa volta ci ha toccati. Non era sotto forma di pensieri, ma di virus. Questa volta ha cambiato vesti e ci ha completamente bagnate!
E' una settimana che siamo chiuse in casa: abbiamo giocato a palla avvelenata e ce la siamo passata, l'influenza, facendoci colpire senza accorgercene.
Abbiamo cominciato con "LA TOSSE" (se volte sapere a che tosse mi riferisco, leggete questo post di mammapiky e lo scoprirete). A questo giro 3 donne ko in casa, sotto cure antibiotiche, e un papà in giro per l'Europa che per solidarietà tossiva anche lui.

Siamo poi passati, in silenzio e senza preavviso, senza allerta e allarmi, al virus gastrointestinale, in quest'ordine: Beatrice - Marta - Gab - di nuovo Marta, toccando anche la nonna e si spera nessun altro. Ma la leggenda non diceva che i figli si ammalano sempre insieme? Cosa centrano allora le mamme? Le mamme devono essere forti, sempre, sennò come provvedono al loro sostentamento?  Questo fine settimana non sono stata…

Una pioggia di pensieri

N.B.: sì, una nota in testa al testo (:-P)
Solo per dire che erano pensieri di qualche giorni fa, da ieri "c'è il sole". Ci saranno altri giorni di pioggia, certo, ma sono sicura che come sempre, passeranno.

Sono in perenne ricerca di equilibrio, da quando è nata Beatrice. Quando penso di averlo trovato con Marta lo perdo con Bea, quando lo ritrovo con Bea lo perdo con Marta, quando lo trovo con le bimbe lo perdo con Francesco. La mancanza del papà in casa sbilancia l'asse, i pesi tendono tutti a destra (o a sinistra, è indifferente). 
Un figlio scombussola la vita, un secondo figlio a distanza di anni la mette in discussione. A che punto sono? Dove arriverò? c'è da fermarsi e riflettere o solo andare avanti? 
E, ancora, come si fa a non farsi travolgere dagli eventi?

Tra marito e moglie ci si ritrova a darsi ordini, a chiedere sempre, a affidare compiti e commissioni, si perde la dimensione di coppia se non si sta attenti, quel pizzico di intimità e la sera, quando si…

Natale, regali, autopromozione

Sono ufficialmente su Etsy! In realtà c'ero da qualche anno, ma ho ignorato la piattaforma finché non è stato necessario rendermi operativa.
Fino ad oggi avevo uno shoponline su alittlemarket, legato a Etsy. Alittlemarket però, per cause di forza maggiore, ha chiuso.
Per quanto non particolarmente partecipe alle innumerevoli attività proposte dalle amministratrici, virtualmente ho sempre seguito tutto, e ho trovato sempre sostegno da parte della community che si era creata intorno a questo shop-online. 
C'è stato un momento in cui ho venduto un po'; poi lo scarso aggiornamento dei prodotti ha bloccato le vendite.
Alla chiusura della piattaforma, sono migrata, come credo anche altri artigiani, su Etsy, di cui alittlemarket.it era l'appendice italiana.

Quindi...ora CI SONO.
L'impegno è quella di essere un negozio virtuale vivo, non abbandonato a sé, in continua evoluzione e con continue novità e proposte.
Vorrei arrivare a questo Natale con articoli nuovi, che magari poco si…

Conciliazione (che bella parola) famiglia - lavoro

X lavora. Lavora più di 8 ore al giorno. Un po' perché il suo lavoro le piace così tanto da assorbirle la vita, un po' perché le condizioni sono queste: o così o niente.
Poi X cresce, decide di costruire una famiglia con Y. Si sposano, vanno a vivere insieme. X e Y si vedono la sera sul tardi. Cenano insieme, ma non sempre - perché Y ha un lavoro atipico, spesso è via i fine settimana e durante le festività.
La spesa la fa quasi sempre X, a volte Y, ma mai insieme. Arriva un figlio: 5 mesi di maternità non glieli nega nessuno. Al termine di questi X si sente in dovere di tornare a lavoro, anche perché ne sente la necessità. Ma l'istinto materno ormai la pervade. Così X comincia a vivere di sensi di colpa "Starò togliendo troppo tempo a XY?" e ancora "Sono una pessima madre...però lo faccio anche per lui/lei, per dargli/le un futuro migliore...". Chiede un part-time e l'ottiene, ma essendo un lavoro non d'ufficio, si vede spesso costretta a non ris…