giovedì 17 maggio 2018

ConciliAzione


Conciliazione, conciliazione, ma che bella invenzione!

...ma se non puoi permetterti il costo di una baby sitter o un nido (o anche preferisci non mandare il pupo al nido perché magari s'è fatto già il primo ciclo di iniezioni di penicillina della sua vita, e temi - da mamma ansiosa - di trascorrere il tuo tempo tra pediatri - casa) ...come si fa?
  • Incroci le dita.
  • Respiri.
  • Ti estranei e fai finta di nulla (ignori la piccola che sotto la scrivania ti annusa i piedi o ti massaggia la pancia. Ignori i piatti da lavare, il letto da rifare, la casa da riordinare, non ti vesti, chiudi gli occhi al disordine).

Ok, non funziona. Allora...
  • ...ti innervosisci
  • sbraiti
  • mandi tutto a quel paese
  • e speri che domani sia un altro giorno!

Un giorno in cui i pianeti saranno dalla tua parte, la piccola vivrà di vita propria per almeno due ore il pomeriggio, dormendo altre due ore la mattina. Speri che la grande torni a scuola, dopo due giorni di malattia; che Mary Poppins esista davvero e con lo schiocco delle dita sistemi tutto il caos in cui stai vivendo.

Invece il giorno dopo: tuo marito sarà partito (quindi pranzo e cena tocca a te prepararli). La grande sarà ancora a casa. La piccola si sveglierà ancora prima e non dormirà a metà mattina.
Però per uno strano caso: la grande sarà collaborativa e, oltre a giocare da sola, mi aiuterà anche a lavare il pavimento. La piccola giocherà tanto con i giochi della grande. Avrai avanzi da consumare. Riuscirai anche a concludere qualcosa.

Insomma, la conciliazione vuole azione! non arriva da sé, ma solo se ti rimbocchi le maniche. E' dura, faticosa, sacrificante; spesso ti chiede di mettere da parte te, a volte di mettere da parte loro, a volte la casa, a volte il lavoro, perché c'è sempre la sera (e qui siamo fortunati perché il momento in cui vanno a letto è molto presto).

E' irritante la conciliazione, è stancante, ma poi capita ti dia soddisfazioni, come quella di godere di un sorriso in più, di arrivare a fine giornata e constatare che ce l'hai fatta, magari non esattamente come te l'eri immaginata, ma sei sana e salva, avendo vissuto semplicemente momento per momento.
E domani, si sa, è un altro giorno...
SalvaSalvaSalvaSalva

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