martedì 12 dicembre 2017

tappati le orecchie!



Lo ammetto, a volte lo faccio. 
Lo faccio materialmente e psicologicamente.
Lo faccio quando Beatrice strilla. Sì, perché lei STRILLA, urla. Con il tempo (sono solo 5 mesi, lo so, ma l'ho capito osservandola e ascoltandola) ho capito che non sempre piange per fame o perché ha doloretti, o per stanchezza. Spesso piange solo per essere ascoltata e presa in braccio. Perché non regge la posizione passeggino o altra che non sia tra le braccia di qualcuno (generalmente quelle materne) per più di un tot di minuti.
Urla quando siamo in auto, appena la poggio nel seggiolino. Urla. E se dico urla, credetemi, sono proprio urla!
Avete presente quei bambini che si buttano per terra in preda a un momento di disperazione - o capriccio - tra gli sguardi attoniti dei passanti e il senso di impotenza dei genitori? quei bambini alla cui vista tu esordisci dentro te "il mio non sarà mai così!". Ecco, Bea urla così. Si capisce perché ha un tono diverso, stridulo, alto, acuto...insomma, si capisce. Anche perché non appena la sollevi lei magicamente smette. Tutto quel rumore che avrebbe fatto chiamare il telefono azzurro si ferma.

Quindi, lo ammetto, a volte faccio finta di nulla; mi tappo le orecchie, mi assento, continuo a fare quello che stavo facendo (che generalmente è qualcosa che non posso assolutamente fare con lei in braccio, tipo cucinare, né in fascia) e penso "prima o poi smetterà". A volte smette e si addormenta, altre volte vince lei e io la prendo.

Spesso però mi tappo le orecchie di fronte ai pensieri negativi, quando sento che la tentazione si sta insinuando e rischio di precipitare in un baratro di tristezza; talvolta ce la faccio. Accendo la musica e canto, o vado dalle bimbe che sanno esattamente come distrarti.

E' un buon metodo tapparsi le orecchie.
Devi solo capire quando è il momento giusto ;-)

4 commenti:

  1. E io ammetto che lo faccio pure io, soprattutto con il maschietto, che lancia strilli acuti da perforare i timpani e piange disperato con le lacrime, sono a che non lo tira su qualcuno (mamma o no, basta sia in braccio): allora sorride, a volte ride pure. Della serie: ho vinto io! E allora ci sono momenti in cui lo ignoro per un po'. Mi sento in colpa ma la verità è che ho mai di schiena, due neonati ed un figlio più grande e non ho tempo per i capricci. Per le coccole si, il sempre in braccio no. Quindi, credimi, io non ti giudico e ti capisco!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. esattamente come Bea...esattamente! mi sento in colpa anche io, a volte penso che i miei vicini mi considereranno una mamma sciagurata. Lo faccio per sopravvivenza. Con Marta non succedeva, era tranquilla, serena, dormiva molto. Lei è braccia dipendente e intollerante alle posizioni troppo statiche e troppo a lungo. L'auto, che era il mio mezza di fuga, è diventata una gabbia: non la sopporta, e io non sopporto non poterne disporre come piace a me. Anche brevi tragitti a volte sono insostenibili. Allora, che fare? semplice, tapparsi le orecchie! soprattutto perché abbiamo capito che in quei momenti non c'è alcun dolore, ma è un richiamo "ascoltami! sono qua, DEVI prendermi!". Qualche minuto in più non credo faccia loro male :-P

      Elimina
  2. E' sopravvivenza Gab, ci sono momenti in cui non si può proprio fare diversamente o per lo meno ci sono momenti in cui io non posso fare diversamente

    RispondiElimina

Copyright © gab. All Rights Reserved.
Blogger Template by The October Studio