Passa ai contenuti principali

post altamente triste


Vi capita mai di essere tristi e non capirne i motivi? cioè, apparentemente ce ne sarebbero tanti di motivi, ma perché è cominciato questo stato di tristezza, boh, non lo so.
Senza dare troppe colpe agli ormoni, sono triste e basta, Angosciata, triste e più penso, più lo sono.
Mi viene da piangere per un ricordo passato, per il presente e per un possibile - tragico - futuro.
Triste perché avrei bisogno, credo, di una maggiore condivisione "reale", che mi manca tanto in questo periodo. Triste perché penso che certe situazioni me le meriti. Triste perché mi sembra di distruggere dei pezzetti di vita. Triste perché mi sento un peso a distanza (e triste perché penso che poi certe situazioni "tragiche" prima o poi le causerò io stessa). 
La cosa migliore in questi casi è gettarsi a fare altro, dedicarsi a altri. A Marta, ad esempio. Così stamattina ce ne siamo andate in giro in bici…ottimo scacciapensieri, testato personalmente!

Taaanto tempo fa una persona, un ragazzo, mi disse che dovevo sorridere sempre, che quando sorridevo il mio sorriso illuminava tutto quello che aveva forma nel raggio di molti km (questo approposito del commuoversi per pensieri passati). Beh, oggi proprio non mi va; ma avere Marta con me mi costringe a farlo. Quindi non posso che dire grazie. 


Commenti

  1. Nooo Gab!Mi spiace leggerti così giù! Non so quali siano i tanti motivi e comunque so per esperienza che a volte non c'è un motivo preciso ma un insieme di insoddisfazioni, dispiaceri e frustrazioni che sedimentano e ad un certo punto esplodono. Vedrai che passerà, io te lo auguro di cuore! Intanto, vai di bicicletta e della compagnia di Marta!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie! passerà, lo so…basta non lasciarsi affossare dai pensieri quando ci stai dentro. Intanto la bicicletta e la vista del mare (con marta) sono ottime cure ;-)
      :-*

      Elimina
  2. Anch'io scappo volentieri dalla tristezza, ma ora capisco quanto sarebbe utile viverla per quella che è e restare lì, esattamente dove si è per mettersi in contatto con quel sentimento profondo. Hai visto "Inside Out"? Non so se sia già in Italia... ma è un cartone bellissimo, che parla anche di questo, di quanto è importante lasciare spazio alla tristezza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no, non l'ho visto…ma ora lo cerco subito! ;-)
      E' che, quando si è circondati da persone, grandi o piccole che siano, mi chiedo quanto sia giusto far vivere anche a loro questo stato d'animo

      Elimina
    2. Beh, la vita non è mica fatta solo di felicità! Ci sono anche momenti tristi... e passarci attraverso significa crescere umanamente! Io sto cercando di far passare questo a mio figlio, di insegnargli anche che i sentimenti vanno e vengono, che a volte ci investono e ci lasciano un pochino storditi ma poi se ne vanno come un temporale d'estate...

      Elimina
  3. Capita anche a me di essere triste senza quello che chiamo "fattore scatenante", mi capita e so come ci si sente. Ma capita anche di essere felici senza motivo, perchè il cielo è sempre azzurro sopra le nuvole.... e diventa azzurro quando meno te l'aspetti...
    un abbraccio
    Robi

    RispondiElimina
  4. Se ti può consolare, ricordati sempre che non capita solo a te, e che comunque questo disegno è carinissimo ;-D

    RispondiElimina
  5. Finchè si trovano medicine come una pedalata in ottima compagnia tutto bene... Aspettando il giorno (perché prima o poi arriva anche quello) in cui senti che il cielo è tornato meravigliosamente azzurro e via a conquistare la vita!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La petulanza, sgradevole come una flatulenza

Ero già petulante; da un po' lo sono fino allo sfinimento. Comincio la mattina "fai colazione! è tardi! è suonata la campana!". Continuo a pranzo "Hai finito di mangiare?noi siamo alla frutta! Sbrigati".  Proseguo "Raccogli da terra! Togli di mezzo le cose che non devi usare! Prendi questa cosa e rimettila a posto! Mettiti le ciabatte! Non stare scalza!". Fino a sera "Vai a metterti il pigiama! Hai lavato i piedi? Hai lavoro i denti?". E quando è raffreddata...mamma mia! "Soffia il naso! soffia il naso forte! Devi soffiarti il naso! soffia il naso e poi facciamo questa cosa".
Basta! Non mi sopporto più!
Non è possibile tutto ciò, non si può andare avanti così. Ricordo che io non sopportavo mia mamma quando ripeteva fino allo sfinimento le stesse cose. La situazione è migliorata quando sono andata a vivere da sola. Solo che, 'sta povera creatura ha ancora un po' di anni da vivere con noi. Allora che si fa? Alle volte ho provato a con…

Una gravidanza da lode

A questo punto spero che cotanta bravura venga premiata con: - una bimba tranquilla la notte - una bimba che, sapendo che la sua mamma non è più una ragazzina, non la faccia strapazzare molto - una bimba che, sapendo che il papà non c'è molto a casa, sappia essere paziente con la sua mamma - tanta pazienza da parte mia (perché si sa che questa è inversamente proporzionale all'età) - felice accettazione da parte della sorella maggiore - una bimba che non si ammali quanto la sorellona - una bimba che decida di nascere né prima né dopo, ma al momento giusto - nessuna depressione post-partum, anche lieve (dai! dai!)
Chiedo molto? Vabbe', è il panico da prestazione; è il fatto che dopo 7 anni hai rimosso molto. C'è da dire che con la prima l'impatto, salvo la novità, non è stato drammatico, per cui no! non sono preparata al peggio :-P
Ma poi - una domanda - da cosa si vede che è una femminuccia? Signora incontrata nel panificio, da cosa se n'è accorta?


SalvaSalva

messaggi di aiuto

io, io sono una donna forte! io non ho bisogno di nessuno! io me la so cavare da sola! due bambine? e che ci vorrà! <<Pronto? mamma? non è che verresti a trovarci? Sai, a Marta farebbe molto piacere...>>.
Tutto questo per dire che, in questa seconda gravidanza, ho capito che il trucco per non crollare e cadere è...chiedere una mano! Banale, vero? Non è approfittarsene. E' spirito di sopravvivenza. Non so chi avete voi vicino - approposito, massima stima per le famiglie che si trasferiscono fuori dalla loro città di origine e che "producono" bambini senza l'aiuto di mamma e papà -, ma qui abbiamo la fortuna di avere, in un raggio di massimo 10 km, nonni materni e paterni.
A differenza della prima gravidanza, mi son ritrovata a alzare la cornetta, o semplicemente a rispondere Sì, lo voglio ogni qual volta mia mamma mi chiede "Hai bisogno di una mano?". Vabbe', ogni ogni volta proprio no, spesso sì. Poi 'sta storia dell'allattamento all'i…