Passa ai contenuti principali

Basta poco, ma è mai così poco

Ci sono giorni in cui basta:
- un ritardo sulla tabella di marcia mattutina
- una parola detta storta dalla nana, dopo tanti miei tentativi e approcci dolci per svegliarla e vestirla
- la conseguente litigata perché hai perso le staffe, sono le 8,30 e siete ancora entrambe in pigiama
- il desiderio di andarla a riabbracciare perché vi siete salutate con il broncio
- il pensiero dei soldi arretrati che devi ancora recuperare dal vecchio lavoro
- un pensiero negativo che a catena se ne porta appresso altri diecimila
- l'estratto conto del tuo conto corrente
- la consapevolezza che sei "disoccupata" e desiderosa di riavere uno stipendio (perché tutto sommato un po' di lavori da fare ci sono, ma l'amicizia e il non sapersi vendere sono brutte bestie, a volte)
- il desiderio di dare una svolta, ma di essere un po' confusi e non sapere da cosa cominciare
- capelli non perfettamente in ordine
- la fretta mattutina che non ti ha fatto uscire di casa come avresti voluto
- il senso di inadeguatezza

Beh, in fondo i motivi non sono pochi. In compenso oggi è primavera :-)

Commenti

  1. Non sono pochi e sono anche tutti validi...io per la giornata di oggi te ne rubo almeno un paio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e a fine giornata se n'è aggiunto un ennesimo, che contraddice un paio di quelli sopra…:-P

      Elimina
  2. mi accodo a Mary....sono alla disperata ricerca di pensieri positivi:-)) sappi però che rivederti e riabbracciarti anche se per poco è stato uno delle cose più belle del mio week end <3 <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma…che bello quello che hai scritto <3
      e il ciclista sta bene? :-)

      Elimina
  3. Idem, oggi è proprio una di quelle giornate che hai descritto. Litigata col marito perchè spendo troppo, non l'ho avvisato e ho prelevato dalla banca i soldi necessari per arrivare e fine mese scorso. Risultato? Maxi litigata e ritiro bancomat... :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. uhhhh…mi spiace (io…ehmmm…sto dicendo no a un lavoretto…vabbe', storia lunga…prima mi lamento e poi…uffa!)

      Elimina
    2. Io lo cerco disperatamente un lavoretto extra!!!

      Elimina
  4. Non sono pochi, no, però bisogna sforzarsi di pensare positivo, vero?
    La mattina uscire in orario è sempre una fatica immensa, le litigate si sprecano e di essere in ordine...non c'è proprio verso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sarà che si avvicina la fine della scuola, ma qua….se non sono le 8 non ci si sveglia più, anche se si va a letto alle 20,00

      Elimina
  5. Sai che ridevo quando leggevo che alle 8.30 siete in pigiama: io questo l'avrei messo nella lista dei sogni, o nella giornata ideale, perché la terza pupa è un galletto che si sveglia alle 6.mezza,ahahahah.
    A parte gli scherzi hai scritto in effetti un po' di cose ma sai cos'ha di bellissimo tu? Questa bella ironia intelligente, capacità di sorridere delle cose, che dà prospettiva e respiro. E leggerezza, che secondo me è il vero sale della vita.... Un abbraccio spettinato (capelli informi pur'io).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie!!!
      comunque sì…da un lato prendiamola come una fortuna che la nana non si alza…vuol dire che dorme, dorme, dorme…però alle 8,30 io sono un'isterica, dentro e fuori, per l'ansia che mi viene :-D
      Buona giornata!

      Elimina
  6. Gab, in quelle mattine si deve SOLO attendere che siano passate possibilmente senza farle diventare pomeriggi e sere sempre più nere. Cambiare è un affare da coraggiosi...Non mollare! sorriso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-)
      per fortuna ci sono i pomeriggi per rimediare ;-)

      Elimina
  7. io aggiungerei anche la stanchezza che ti farebbe prendere a schiaffi il nano che ti sveglia alle 7 invece di aspettare almeno un'altra ora, soprattutto oggi che non ha scuola.
    forse sono periodi, non si può essere sempre al 100% e riuscire a prendere le stesse "poche" cose con una scrollata di spalle e un sorriso.
    stringi i denti dai, che passa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì, hai ragione, sono solo periodi…a volte è solo questione di ore un po' storte :-)

      Elimina
  8. Cambiare è davvero un'affare da coraggiosi, me lo sento ripetere spesso in questi giorni, anche se qui alternative ce ne sono ben poche. Un abbraccio!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. però…si può fare…si può fare…un abbraccio a te!

      Elimina
  9. Anche io sto collezionando giornate decisamente no, ma intravedo qualche spiraglio di luce. Vedrai che andrà meglio :-)
    Ti ho scelta tra i best post che ho letto in settimana http://mammaalcubo.altervista.org/top-of-the-post-6-alti-bassi/
    ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao e grazie! vado a leggere!
      buonissima giornata (spero sia una di quelle "su") :-)

      Elimina
  10. I momenti no sono sempre tanti, più di quelli che vorremmo! Ma siamo mamme, e siamo forti, e andiamo avanti!
    In bocca al lupo per il lavoro...fatti pagare!!
    Arrivo dal blog di mamma al cubo, piacere di conoscerti! ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il piacere è mio…beh, adesso vengo a trovarti sul tuo blog;-)
      buona giornata!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La petulanza, sgradevole come una flatulenza

Ero già petulante; da un po' lo sono fino allo sfinimento. Comincio la mattina "fai colazione! è tardi! è suonata la campana!". Continuo a pranzo "Hai finito di mangiare?noi siamo alla frutta! Sbrigati".  Proseguo "Raccogli da terra! Togli di mezzo le cose che non devi usare! Prendi questa cosa e rimettila a posto! Mettiti le ciabatte! Non stare scalza!". Fino a sera "Vai a metterti il pigiama! Hai lavato i piedi? Hai lavoro i denti?". E quando è raffreddata...mamma mia! "Soffia il naso! soffia il naso forte! Devi soffiarti il naso! soffia il naso e poi facciamo questa cosa".
Basta! Non mi sopporto più!
Non è possibile tutto ciò, non si può andare avanti così. Ricordo che io non sopportavo mia mamma quando ripeteva fino allo sfinimento le stesse cose. La situazione è migliorata quando sono andata a vivere da sola. Solo che, 'sta povera creatura ha ancora un po' di anni da vivere con noi. Allora che si fa? Alle volte ho provato a con…

Una gravidanza da lode

A questo punto spero che cotanta bravura venga premiata con: - una bimba tranquilla la notte - una bimba che, sapendo che la sua mamma non è più una ragazzina, non la faccia strapazzare molto - una bimba che, sapendo che il papà non c'è molto a casa, sappia essere paziente con la sua mamma - tanta pazienza da parte mia (perché si sa che questa è inversamente proporzionale all'età) - felice accettazione da parte della sorella maggiore - una bimba che non si ammali quanto la sorellona - una bimba che decida di nascere né prima né dopo, ma al momento giusto - nessuna depressione post-partum, anche lieve (dai! dai!)
Chiedo molto? Vabbe', è il panico da prestazione; è il fatto che dopo 7 anni hai rimosso molto. C'è da dire che con la prima l'impatto, salvo la novità, non è stato drammatico, per cui no! non sono preparata al peggio :-P
Ma poi - una domanda - da cosa si vede che è una femminuccia? Signora incontrata nel panificio, da cosa se n'è accorta?


SalvaSalva

messaggi di aiuto

io, io sono una donna forte! io non ho bisogno di nessuno! io me la so cavare da sola! due bambine? e che ci vorrà! <<Pronto? mamma? non è che verresti a trovarci? Sai, a Marta farebbe molto piacere...>>.
Tutto questo per dire che, in questa seconda gravidanza, ho capito che il trucco per non crollare e cadere è...chiedere una mano! Banale, vero? Non è approfittarsene. E' spirito di sopravvivenza. Non so chi avete voi vicino - approposito, massima stima per le famiglie che si trasferiscono fuori dalla loro città di origine e che "producono" bambini senza l'aiuto di mamma e papà -, ma qui abbiamo la fortuna di avere, in un raggio di massimo 10 km, nonni materni e paterni.
A differenza della prima gravidanza, mi son ritrovata a alzare la cornetta, o semplicemente a rispondere Sì, lo voglio ogni qual volta mia mamma mi chiede "Hai bisogno di una mano?". Vabbe', ogni ogni volta proprio no, spesso sì. Poi 'sta storia dell'allattamento all'i…