Passa ai contenuti principali

Buon compelanno!

Metti insieme 51 illustratori, affermati o no, dai loro un tema, organizza e allestisci gli spazi, e poi...guarda, osserva, critica, gioisci, stupisciti, ammira, sogna. Ecco quello che è successo in occasione dei 30 anni del Granteatrino Casa di Pulcinella di Bari. 30 anni che il teatro vive in città e che lavora, ma si diverte anche.

Per l'anniversario hanno pensato anche a una mostra, dal titolo appunto "Pulcinella in città". La mostra, patrocinata dall'Associazione Illustratori, sarà presente nella Sala Murat di Bari fino al 22 settembre.
Allego la locandina (oltre a qualche scatto), in modo che si possano leggere i nomi degli illustratori che hanno contribuito con il loro tratto, con la loro personalità, la fantasia che li contraddistingue, a decorare le pareti della sala, a rallegrare la vista dei visitatori.
La Sala in questione gode di un'ottima posizione in città: è all'ingresso di una delle piazze più frequentate, all'incrocio di due strade fondamentali del centro. Non sarà facile farsela scappare.
locandina




nota:
Cos'è per me la casa di Pulcinella? un luogo magico, ma non perchè io l'abbia frequentato da bambina, anzi! ho scoperto il mondo dei burattini-marionette-pupazzi abbastanza tardi...25 anni circa. Ho imparato ad apprezzarli perchè ho visto il "dietro le quinte"; ho annusato la magia di questa piccolo teatro, un teatro che si fa al chiuso, ma che si presta anche alla strada. Che fa ridere i bimbi e piangere-ridere gli adulti.
Ho imparato a mettermi in gioco; ho scoperto che anche io potevo dar vita a un personaggio, costruendolo e animandolo, e che quelli che erano i giochi di bambina, si potevano tramutare in lavoro-gioco da grande. Ho conosciuto artisti e stimato persone, ho stretto rapporti che tutto sommato ci sono ancora. Ho iniziato a guadagnare i primi "soldi veri". 
Ho costruito e vestito burattini e pupazzi di gomma piuma.
Ho visto la sorpresa negli occhi dei bambini...sorpresa che riscopro negli occhi di Marta.

Buon compleanno Tetro di Pulcinella, che tu possa splendere di magia ancora...e ancora...





Commenti

  1. lunedì corro a visitarla! il modo in cui parli di questa tua esperienza nel teatro delle marionette è dolce! Sicuramente adorerò molte delle illustrazioni presenti in mostra. sorrisi e buon fine settimana

    RispondiElimina
  2. nooooooooooooooo...solo adesso ho letto gli orari...lunedì è già terminata!!! uff uff

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì...purtroppo solo tre giorni...chissà perchè...peccato, perchè meritava di più. Se per caso dovesse spostarsi altrove ti avviso :-)

      Elimina
    2. assolutamente sì, avvisami pleaseeee! buon inizio di settimana :)

      Elimina
  3. Che meraviglia Gab!! la grande magia del teatro;-))

    RispondiElimina
  4. Che bello, mi piace come descrivi la magia di questo posto. E penso che "quelli che erano i giochi di bambina, si potevano tramutare in lavoro-gioco da grande" sia ciò che si possa dire di più bello del proprio lavoro. Vivere con passione e come un gioco il proprio lavoro è di per sè una magia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-)
      Anche quando ti accorgi che quello che sognavi da bambina è quello che stai realizzando, è magia :-)

      Elimina
  5. Bellissima iniziativa! senti, ma chi erano quelle bimbe con le gonne tutte uguali? mi aspetterei quasi delle cinesine :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. due sorelline, la cuginetta e la sua mamma :-)

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La petulanza, sgradevole come una flatulenza

Ero già petulante; da un po' lo sono fino allo sfinimento. Comincio la mattina "fai colazione! è tardi! è suonata la campana!". Continuo a pranzo "Hai finito di mangiare?noi siamo alla frutta! Sbrigati".  Proseguo "Raccogli da terra! Togli di mezzo le cose che non devi usare! Prendi questa cosa e rimettila a posto! Mettiti le ciabatte! Non stare scalza!". Fino a sera "Vai a metterti il pigiama! Hai lavato i piedi? Hai lavoro i denti?". E quando è raffreddata...mamma mia! "Soffia il naso! soffia il naso forte! Devi soffiarti il naso! soffia il naso e poi facciamo questa cosa".
Basta! Non mi sopporto più!
Non è possibile tutto ciò, non si può andare avanti così. Ricordo che io non sopportavo mia mamma quando ripeteva fino allo sfinimento le stesse cose. La situazione è migliorata quando sono andata a vivere da sola. Solo che, 'sta povera creatura ha ancora un po' di anni da vivere con noi. Allora che si fa? Alle volte ho provato a con…

Una gravidanza da lode

A questo punto spero che cotanta bravura venga premiata con: - una bimba tranquilla la notte - una bimba che, sapendo che la sua mamma non è più una ragazzina, non la faccia strapazzare molto - una bimba che, sapendo che il papà non c'è molto a casa, sappia essere paziente con la sua mamma - tanta pazienza da parte mia (perché si sa che questa è inversamente proporzionale all'età) - felice accettazione da parte della sorella maggiore - una bimba che non si ammali quanto la sorellona - una bimba che decida di nascere né prima né dopo, ma al momento giusto - nessuna depressione post-partum, anche lieve (dai! dai!)
Chiedo molto? Vabbe', è il panico da prestazione; è il fatto che dopo 7 anni hai rimosso molto. C'è da dire che con la prima l'impatto, salvo la novità, non è stato drammatico, per cui no! non sono preparata al peggio :-P
Ma poi - una domanda - da cosa si vede che è una femminuccia? Signora incontrata nel panificio, da cosa se n'è accorta?


SalvaSalva

messaggi di aiuto

io, io sono una donna forte! io non ho bisogno di nessuno! io me la so cavare da sola! due bambine? e che ci vorrà! <<Pronto? mamma? non è che verresti a trovarci? Sai, a Marta farebbe molto piacere...>>.
Tutto questo per dire che, in questa seconda gravidanza, ho capito che il trucco per non crollare e cadere è...chiedere una mano! Banale, vero? Non è approfittarsene. E' spirito di sopravvivenza. Non so chi avete voi vicino - approposito, massima stima per le famiglie che si trasferiscono fuori dalla loro città di origine e che "producono" bambini senza l'aiuto di mamma e papà -, ma qui abbiamo la fortuna di avere, in un raggio di massimo 10 km, nonni materni e paterni.
A differenza della prima gravidanza, mi son ritrovata a alzare la cornetta, o semplicemente a rispondere Sì, lo voglio ogni qual volta mia mamma mi chiede "Hai bisogno di una mano?". Vabbe', ogni ogni volta proprio no, spesso sì. Poi 'sta storia dell'allattamento all'i…