martedì 26 maggio 2015

Cannes e scelte banali (le mie)


Se foste andati a Cannes come vi sareste vestiti?
Io sicuramente sarei entrata in panico e probabilmente alla fine avrei fatto la scelta sbagliata, o comunque la scelta più comoda. Qualcosa di sobrio, elegante, raffinato, semplice, non sopra le righe. Qualcosa insomma che mi facesse sentire bella, ma soprattutto a mio agio. Una cosa banale, ecco.

Sarei andata sicuramente a scegliere l'abito in un giorno no: uno di quei giorni in cui ti vedi brutta con qualsiasi cosa, nulla ti va bene e tutto il mondo è contro di te. Poi passatami la lagna, mi sarei riguardata allo specchio per trovarmi piacevole.

Sfogliando i quotidiani on-line mi son trovata davanti alle solite pagelle "look sì e look no".
Devo dire che in linea di massima ero d'accordo con Vanity fair e coi suoi voti.
Se dovessi scegliere un abito opterei tra quelli in alto (poi data la statura di due personaggi femminili su tre, allora penso proprio che...sì, sceglierei sicuramente questi). Semplici, puliti, delicati, graziosi.
Voi?



lunedì 25 maggio 2015

Partita IVA...partita?



Se siete più giovani di me (che ho superato i 35 anni), non perdetevi questo fantastico articolo illustrato di Giulia Sagramola. Non perdetelo anche se siete più grandi, o se avete un posto fisso. Leggetelo-guardatelo e basta.

La valigia pronta io vorrei tanto averla; in fondo per il lavoro che svolgo - che svolgiamo - ogni terra potrebbe essere il nostro "ufficio". A me basterebbe un computer, uno scanner, una tavoletta grafica e una connessione a internet. Lui viaggia sempre, per cui...
Vabbe', concentriamoci su come non morire in povertà qui in Italia. nel frattempo mediterò sula scelta migliore tra le peggiori.

martedì 19 maggio 2015

contest Cinderella di Tulimami

...solo quando ti fermi, ti accorgi del caos che regna intorno a te.
Con questo post e con queste foto partecipo al contest di Tulimami.
Questa fantastica creativa propone di scegliere il luogo dove il tuo estro prende forma,  fotografarlo così com'è, senza il riordino serale (che nel mio caso manca), nel pieno della sua bellezza-disordine e segnalarglielo.
Il contest l'ha chiamato Cinderella, ma di Cinderella nel mio caso c'è davvero poco (sono Cinderella...diciamo una sola volta a settimana?).
Dicevamo: a suo insindacabile giudizio verrà estratta la donna più caotica, che riceverà in premio una fantastica collana creata da lei (e io per questo partecipo!!!)

Allora, ecco il mio piano di lavoro:

Ora, riguardandolo per l'ennesima volta...ehmmm...dai, c'è sempre di peggio. Se però pensiamo che è ubicato nella cameretta di mia figlia, allora forse dovrei pensare di dargli una sistematina ogni tanto, anche perché tutti quei bei foglietti sparsi potrebbero andar persi in qualche sua cesta giocattoli (notare la foto della scrivania sulla scrivania del computer, che finezza - casuale -, eh?).
Qui la spiegazione dei vari dettagli:


Buona fortuna a me e alle altre caotiche donne!

lunedì 18 maggio 2015

tutta la verità

I figli ti vedono sempre bella, anche quando non lo sei o non ti senti tale.
I bambini dicono sempre la verità.
I bambini sono sinceri e ingenui. 
I bambini dicono sempre la verità.


Grazie!


Era vero; me n'ero accorta guardandomi allo specchio, ma tanta sincerità - se pur detta con il sorriso - a volte ferisce, sai Marta?

In ogni caso, aspetto le mie cose, sono nervosa dentro, il mio nervosismo si riflette sul mio aspetto esteriore. Ecco, quando arriverai tu a questa - interminabile - fase capirai. per ora beccati i miei sbalzi d'umore :-P



venerdì 15 maggio 2015

Prova costume e ginnastica fai da te (ma non troppo)


Se non fosse esistito lo smartphone con le applicazioni, non so come avrei fatto :-)

Passeggiando per la città, ma anche controllando la posta e navigando in internet vengo travolta da messaggi "pronta per la prova costume?".
Io la prova costume non l'ho mai fatta. Al massimo il costume l'ho provato un quarto d'ora prima di andare a mare, e una volta accertato il fatto che mi entrasse ancora e che non fosse rovinato, ho trascorso i primi minuti a dirmi "che brutta! che pelle bianca! che gambe cadaveriche!" ecc. ecc. ecc.
A quel punto però era troppo tardi per compatirsi: bisognava andare a mare e si andava così.
La prova costume non la farò nemmeno quest'anno. Preferisco la prova "abito".
Ho acquistato on-line un abito lungo taglia unica, ma che a me che sono una 38-40 aderisce al corpo quel tanto che serve a far notare quelle antipatiche imperfezioni (che, secondo me, con un costume si vedrebbero meno).

Così, presa dal panico ho cominciato a applicarmi.
Premetto che sono una persona incostante e che si annoia tanto in palestra.
Per cui quello che ho fatto stamattina non so se riuscirò a ripeterlo quotidianamente.
In ogni caso, ho scaricato un'app "fantastica": 7 minute workout, 7 minuti di allenamento più o meno intensivo al giorno. Mi sento già meglio :-P
In più è una settimana che ho scaricato un'altra app che mi ricorda di bere 1 litro e mezzo al giorno di acqua: ho una sveglia che suona ogni tot e io ubbidisco: BEVO!
C'è qualcuno che me ne ricorda e io bevo, anche se sto facendo altro. Diversamente la mia assunzione di liquidi quotidiana si limiterebbe a 1 bicchiere a pranzo e a un altro bicchiere la sera: 400 ml circa contro 1,5 litri di ora. Grandioso, no?

Ritornando alla ginnastica, io odio andare in palestra, l'ultimo corso risale a 6 anni fa: ci andavo solo perché in compagnia. Amo la piscina, ma mi porterebbe via troppo tempo. Per cui, tra una spazzata e una sistemata alla casa, prima di sedermi alla scrivania, pratico i miei 7 minuti di allenamento. Mi sto anche impegnando a salire le scale a piedi - funziona, quando non sono troppo pigra.

L'ho detto, devo limare quei punti critici; parlando con alcune mamme ieri mi veniva ricordato che non devo lamentarmi. Ok, non mi lamento, ci mancherebbe! son fortunata, non mi lamento, ma permettete che mi dia da fare per quei punticini, in privato, nella mia stanzetta, solo per quei punticini...

...dai!
Poi vi dirò se avrà funzionato. 
L'idea della piscina e di una bella nuotata però non l'abbandono. Quando insegnavo nuoto, il solo fatto di stare in acqua per 4 ore almeno al giorno, nuotando alla meglio e spostandomi da una parte all'altra della vasca per seguire i miei mini-corsisti, mi aiutava a mantenermi in forma (e per mantenermi in frma intendo anche meno fastidio pre-mestruale, meno dolori alla schiena, ecc.). Terminato l'asilo, con pupa a seguito - che nel frattempo sta prendendo lezioni di nuoto con la sua classe, grazie a un'iniziativa della scuola in collaborazione con le piscine comunali della mia città (a noi genitori è stato chiesto solo il costo del trasporto) - una mattina  due a settimana in acqua!
Dai dai dai!

lunedì 4 maggio 2015

cappelli d'infanzia


No perchè io ci pensavo oggi pomeriggio quando, dovendo andare a prendere la pupa dall'asilo in bicicletta ('chè qua è scoppiato un bel caldo! ma all'ombra, si sa, tira sempre quell'arietta fresca, soprattutto nei pressi del mare) mi ponevo il problema del cappello: "come faccio ora? con il casco mica entra il cappellino...si raffredderà? si ammalerà? ennesimo antibiotico, noooooo". Escludiamo il fatto che la pupa è già raffreddata e che le mie previsioni future sono alquanto catastrofiche - mi rivolgo a chi ne capisce di psicologia: può essere che Marta somatizzi così tanto la partenza del papà, da ammalarsi sempre tutte, ma proprio TUTTE, le volte che lui parte? sappiate che lui mercoledì mattina partirà di nuovo e lei è da ieri che ha ricominciato con la simpatica tosse - ritornando a noi, mi ponevo il problema che potesse peggiorare la sua situazione senza copricapo/paraorecchie.
Così ho pensato a come andavo conciata io di piccola - e vi assicuro che nonostante le coperture varie, m'ammalavo anche io frequentemente, questo detto da mia madre.
Quello che mi è tornato alla mente sono state queste tre immagini di me:


1. Il fazzoletto da contadinella, di cotone leggero, sempre in primavera. Ricordo che alle scuole elementari son stata costretta dalla maestra, sotto richiesta di mia mamma, a tenerlo anche in classe, dopo essermi fatta cucire la testa con 5 punti, per proteggere la ferita (sì, perchè si sa, il fazzoletto di cotone funge da casco-barriera, questo è noto). 

2. Il passamontagna. Per fortuna credo che questa fase sia durata poco; non ricordo di me in passamontagna, entrare in aula, con righello puntato contro la mia insegnante (la mia insegnante...altra storia), minacciando tutti a destra e manca di ungerli con il mio muco se mi facevano sedere ancora al primo banco o mi facevano interpretare per l'ennesima volta la Madonna.

3. La sciarpa-cappello. Be', questo mio copricapo lilla, che faceva concorrenza allo zainetto lilla del primo anno delle medie, quello di Betty Bop, io lo ODIAVO! e mi vergognavo tantissimo nell'indossarlo. Per fortuna cominciavo ad andare a scuola da sola per cui, superato il cortile di casa, via!!!

Marta è più fortunata di me; ha pochi cappellini, colorati e "contemporanei". Glieli faccio indossare spsso anche d'estate, forse per il retaggio della mia infanzia. Il cappellino è un accessorio che non manca mai nel suo guardaroba, MAI! Inutile dire che non la salva da cortisoni e antibiotici. Dovrebbero inventare il cappello salva-salute...

E la canottiera? beh, anche questa è un'altra storia di cui racconterò in seguito.

La Barbie è in ognuna di noi?

Il 9 marzo  è stato il suo anniversario. Forse dire compleanno la fa sembrare meno vecchia :-P 58 anni , portati egregiamente. L...