martedì 4 luglio 2017

Allattamento: sta andando bene, ma così bene, che non me la tolgo più di dosso


Martedì 20 giugno, alle ore 8:02 è nata BEATRICE!
Dopo sole 5 ore di travaglio!
Arrivata al pronto soccorso alle 00:30 per piccoli dolori, mi trattengono lì perché ormai ero alla 40+6 settimana; alle 2 cominciano le contrazioni dolorose, alle 8 lei è fuori, sul mio petto.

I dolori son stati molto più forti rispetto a quelli provati per Marta, ma il parto e il travaglio molto più veloci.
Quando mi hanno detto "signora, si vedono i capelli!" e quando me l'hanno poggiata sul petto, mi è sembrato di rivivere una scena: era identica alla sorella, solo un po' più pesante e lunga. Anche lei un Aiello: la folta chioma non mente!

Beatrice ha fatto irruzione nelle nostre vite, se l'è presa comoda, alla faccia di chi mi diceva che era pronta per nascere già a maggio (e sì, la pancia bassa, la posizione...insomma, signore care, la panza non si è abbassata nemmeno il giorno del parto).
E' nata il 20, come la sorella, solo in un mese differente. Ha scelto di nascere il giorno dopo il compleanno del papà, mentre Marta il giorno dopo la festa del papà; e entrambe a ridosso dell'inizio di due nuove stagioni (primavera la prima e estate la seconda).
E' arrivata nella settimana in cui il papà era a casa. E' riuscita a far conciliare tutto alla perfezione.

Brava brava, direte voi. Beh sì, dai, brava lo è. Se non fosse che...adora le mie tette.
Così tanto da non volersene mai staccare.
E' metodica, come tutti i neonati, credo: mangia, si rilassa, sta un po' sveglia in silenzio (ma roba di 5 minuti al massimo), poi quando si accorge che nessuno la considera, tira fuori un vocione e simula un pianto disperato che non puoi fare a meno di ignorarla.
Devi correre da lei e metterle una tetta in bocca, perché nel frattempo lei si sta dimenando con il corpo e la testa, allargando la bocca, alla ricerca di cibo.

La giornata va così, i momenti del pranzo non sono regolari, quindi non sai cosa aspettarti e quando. Se però si esce, lei dorme, pacifica. Appena mettiamo piede in casa attacca la sirena.
La mia salvezza, talvolta, oltre allo sfoggio delle tette - chi l'avrebbe mai detto...io tanto pudica e riservata giro per casa a seno scoperto - ? La fascia!
Ora ad esempio, per placare l'ennesimo momento di rabbia - l'ho staccata da me da soli 2 minuti - l'ho messa in fascia. E' serpe con me, ma almeno ho le mani libere.
Sudo, tanto, ma lei sta serena e riposa; io forse dimagrisco, eheh!

Cosa dice la sorella piccola? Dopo una prima fase di attaccamento morboso alla sorellina, roba che non si faceva un passo senza lei, ora è passata alla fase "sei una mamma cattiva, non ti voglio più", più altri piccoli dispettucci.
Come mi sento io? uno SCHIFO, un totale schifo e fallimento. Impotente, a volte senza aria, a volte sola. Uno schifo con lei, l'altra e con lui. Un concentrato di sindrome pre-mestruo. Vorrei scappare, cambiare aria e allontanarmi da tutto. Poi tornare come se questa mia assenza fosse stata una parentesi salutare per tutti. Invece ogni giorno mi sembra di fare un passo verso lo sfacelo della mia famiglia. Sono esagerata? forse. Ma in questo istante mi sento così, pace.

Mi manca la serenità di quelli che vivono sotto il mio stesso tetto e sento di non far nulla per costruirla. Non è sempre così: mi sveglio serena, poi la stanchezza prende il sopravvento. Non è ogni giorno così, per fortuna. Il famoso Baby blues? Forse.

Passerà, lo so. Ho solo bisogno di avere una prospettiva felice, di immaginarla per lo meno.

Di sentirmi dire che qualcosa di buono la sto facendo.


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