lunedì 22 maggio 2017

Riempirsi di bellezza

Io dico che abbiamo bisogno di fare cose belle, di riempirci di bellezza, di sottoporci a "pratiche positive", di respirare aria buona, di contatti stimolanti, di guardare e vedere, assaporare, ascoltare, gustare, toccare, di passeggiare, di pioggia e arcobaleni, di sole e mare, di verde e di giallo. Di nero, rosso. Di luce.

Di cosa? Di tutto ciò che ci fa sentire vivi, che ci fa provare serenità, soprattutto che ci fa sentire al posto giusto. Non parlo di istinti animali: dico che ognuno di noi ha bisogno di riempirsi gli occhi il cuore l'anima di cose che lo fanno star bene. La compagnia di un' amica, una telefonata, una passeggiata , un viaggio, un film, un libro, tanti libri! un corso, il proprio hobby, un giro in bicicletta, il proprio sport preferito...

Come neo associazione, La Puglia racconta (ci trovate qui, oltre che su fb) questo fine settimana ha organizzato il primo evento nelle vesti appunto di associazione culturale. Dopo settimane di fatiche, di compiti, di lavori, di skype-riunioni, di litigi, confronti, sfoghi - ma anche risate - ieri sera s è conclusa la due giorni intensa con il professor Livio Sossi*: la presentazione di una piccola mostra (oltre che di una collana di libri alla quale una di noi ha partecipato attivamente illustrando un racconto) e un workshop con il docente in questione dal titolo Attorno al libro.

entrambe impegnate in un backstage fotografico

il direttivo dell'associazione in pizzeria con Livio Sossi, nostro socio onorario
(e io gonfia...non ditemi più che sto bene, in viso, me'!)

la mia tavola "UpSideDown"



Tanti input, desiderio di rimboccarsi le maniche, di fare cose per sé, oltre che per lavoro, di dedicare tempo al disegno fine a se stesso, per crescere.
Son tornata a casa così, e non ho nemmeno partecipato all'intera giornata, perché ci siamo dati cambio per non stancarci troppo, per non creare confusione in libreria. 

Spero che da questa due giorni tutti quanti abbiano saputo attingere il meglio da fuori e dentro sé. Spero che noi avremo imparato dalle cose non andate perfettamente al meglio, in vista di un prossimo evento a fine giugno.

Spero che possano nascere grandi cose. 
Mi ripropongo di non perdermi più le cose belle della mia città d'ora in poi, compatibilmente a quella che sarà la vita da domani in poi.


Livio Sossi (Trieste, 1951), è professore di Storia e Letteratura per l’Infanzia all’Università di Udine e all’Università del Litorale di Capodistria (Slovenia).
Saggista, esperto di letteratura per l’infanzia, editoria e illustrazione, curatore, consulente scientifico e direttore artistico di mostre e manifestazioni culturali sulla letteratura per l’infanzia e sul mondo dell’illustrazione è presidente o componente di giuria di noti premi di letteratura e illustrazione per l’infanzia.

lunedì 15 maggio 2017

Gab vs Spezzindue

Avete presente la Spezzindue? Il terrore dei bambini? Quella che li prendeva dalle trecce e li faceva roteare fin fuori dalla finestra? Quella che li chiudeva nello strozzatoio, la donna senza femminilità che odiava i bambini perché lei non era mai stata bambina? La donna crudele per eccellenza in Matilde di Roald Dahl? 
Bene, se non ce l'avete presente, leggetevi quel fantastico libro, oppure per velocità guardatevi il film (Matilda, con la a finale). O ancora...venite a trovarmi.
Venite a casa mia, principalmente i pomeriggi o dalle 14,30 circa in poi: troverete una donna incinta e mamma di una settenne, alle prese con i compiti - ancora pochi e facili...e meno male! - di seconda elementare. 
Una settenne che, sarà che avverte già la stanchezza di un anno scolastico, sarà che è abbastanza svogliata ultimamente, fatto sta che mi sta facendo perdere la pazienza quo-ti-dia-na-men-te!
E tu non perderla!
Seeeeeeee! E come si fa?
Voi lo sapete fare? io conto fino a 10, ma nulla...sbotto! stringo i denti allargo la bocca e sbotto.
Non ci riesco.
È una lotta continua quotidiana; il pomeriggio io mi trasformo nella versione "gravida" della Spezzindue. 
Con la differenza che mentre Agata (se non ricordo male era questo il nome attribuitole) incute timore, io urlo urlo e sbatto mani sul tavolo, stringo i denti, mi arrabbio, ma non sortiscongrandinrisultati. Si sa, questi metodi non portano a nulla se non a farti venire l'ulcera. Ieri pomeriggio son stata a un incontro tra genitori e uno psicologo infantile: si parlava della figura del padre. Uno degli argomenti toccati (velocemente purtroppo), è stato che dare punizioni è da fascisti. Magari un giorno tornerò sull'argomento e spiegherò meglio. Era un modo simpatico per dire che sì autorità, ma che esistono modi più efficaci per far capire che l'altro (tuo figlio/a) ha commesso un errore. Quindi le mie punizioni - oltre a non avere risultati - son pure fasciste. Sto sbagliando tutto, sob! 

Ora capisco perché dicono che i secondi figli spesso sono più vivaci, più irrequieti e ingestibili...grazie! se sentono le loro mamme e i loro fratelli e sorelle urlare così, capiscono da subito che la vita va affrontata in questo modo.
Allora bene, siamo a cavallo!
Tra qualche settimana mi ritroverò a scrivere di crisi mie per crisi sue (della nuova lei).

Ma non potrebbe essere che anche io ho bisogno di riposo, di relax e che i miei ormoni stanno subendo stress notevoli in vista di un grande cambiamento? Dai ditemi che è così e che tra un po' ritornerà la normalità (per modo di dire) della sindrome pre-mestruale, con i suoi regolari venti giorni di calma e i suoi atroci picchi di nervosismo. Sindrome che a volte riuscirò a domare altre volte no. Ditemi che è così e non che la mia figlia settenne sta già subendo le trasformazioni che la
Porteranno a essere un'adolescente ribelle...ditemelo!


SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva

venerdì 5 maggio 2017

Una gravidanza da lode

 A questo punto spero che cotanta bravura venga premiata con:
- una bimba tranquilla la notte
- una bimba che, sapendo che la sua mamma non è più una ragazzina, non la faccia strapazzare molto
- una bimba che, sapendo che il papà non c'è molto a casa, sappia essere paziente con la sua mamma
- tanta pazienza da parte mia (perché si sa che questa è inversamente proporzionale all'età)
- felice accettazione da parte della sorella maggiore
- una bimba che non si ammali quanto la sorellona
- una bimba che decida di nascere né prima né dopo, ma al momento giusto
- nessuna depressione post-partum, anche lieve (dai! dai!)

Chiedo molto? Vabbe', è il panico da prestazione; è il fatto che dopo 7 anni hai rimosso molto. C'è da dire che con la prima l'impatto, salvo la novità, non è stato drammatico, per cui no! non sono preparata al peggio :-P

Ma poi - una domanda - da cosa si vede che è una femminuccia? Signora incontrata nel panificio, da cosa se n'è accorta?



SalvaSalva

Riempirsi di bellezza

Io dico che abbiamo bisogno di fare cose belle , di riempirci di bellezza , di sottoporci a "pratiche positive", di respirare ari...