giovedì 10 marzo 2016

La Pinacoteca non è un luogo per bambini


La Pinacoteca non è un luogo per bambini. Per lo meno non lo è quella della mia città.

Per regalarci un pomeriggio diverso, dopo l'attività sportiva ho portato la nana in Pinacoteca, complice l'inaugurazione di una mostra di dipinti a soggetto femminile (questo succedeva l'8 marzo). 
Prima dell'inaugurazione ci sarebbe stata una conferenza. Bene, siamo arrivate all'inizio della conferenza; l'intento non era quello di sedersi, non credo Marta avrebbe gradito la cosa.
Così abbiamo cominciato a girare per i corridoi, a passo abbastanza sostenuto: da una parte c'ero io che cercavo di guardare, osservare, leggere le didascalie, scoprire, annusare quell'ambiente, ricordare di quando la professoressa di Storia dell'arte ci costringeva a consumare quei pavimenti, a conoscere a memoria posizioni, piantina, dipinti, didascalie. Dall'altra parte c'era Marta che, entusiasta dell'idea di entrare nel palazzone dalle scale imponenti e importanti, si aspettava di trovarsi di fronte una mostra di illustrazioni per l'infanzia. Aveva capito questo, quando gliel'ho proposto. Lei camminava a passo spedito, doveva a tutti costi rintracciare un dipinto di Corrado Giaquinto - quello stampato sul biglietto d'ingresso; girava, guardava in alto, camminava finché alla fine del percorso l'ha trovato. Dopodichè stop, tempo scaduto per noi due. Siamo tornate a casa.

"La pinacoteca non è un luogo per bambini", ho pensato mentre ero lì. E' noioso, ho pensato. Cosa spingerebbe un bambino a volerci entrare, o meglio a volerci restare?
Ai suoi occhi c'è poco colore, solo pareti e corridoi con quadri appesi, qualche scultura affascinante; tutto troppo marrone e bianco.
I quadri sono esposti e appesi ad un altezza tale che un bambino non li riesce a vedere (fatta eccezione per le tele grandi).
Sarebbe stupendo se qualcuno pensasse a uno spazio didattico, a un'installazione più alla loro portata. L'occhio vuole la sua parte, ma anche la mano.
Anni fa - ma non troppi - c'era a Bari un piccolo piccolo museo del giocattolo, dove ho lavorato per un po': un luogo lontano dal centro cittadino, in uno stanzone troppo freddo d'inverno, ma che ti costringeva a restare incollato con gli occhi e i piedi. I bambini erano affascinati e stregati; era l'unico in città, un luogo speciale.
Chiuso il museo non chiedetemi dove siano andati a finire gli oggetti esposti, con i carrozzoni che li contenevano (l'allestimento era stato studiato come un circo: il percorso attraversava dei carrozzoni disposti a cerchio, intorno a un tappeto circolare sul quale avvenivano i laboratori a termine visita. Uno spazio troppo piccolo, ma tanto bello).
Ci avrei voluto portare Marta, ma il museo ha chiuso prima che lei cominciasse a camminare.

La pinacoteca dovrebbe essere anche questo, anche solo qualche volta all'anno.
Dovrebbe aprire le porte all'infanzia, non solo come fa adesso.

5 commenti:

  1. Secondo me dipende dal tipo di opere esposte: corrente, epoca, stile. Alcuni musei od esposizioni si prestano meglio di altri. Ed iniziano anche qui ad esserci mostre con percorsi dedicati ai bambini: itinerari all'interno del museo magari ridotti, in cui si propongono opere che possono essere più coinvolgenti per loro. Noi poco tempo fa siamo stati ad una mostra di Escher: ai bambini abbiamo preso la guida co le cuffiette, si sono divertiti a cercare le opere con il simbolino, digitare il numerino e ascoltare la spiegazione dell'opera che era raccontata dalla voce di una bambina, che li stimolava ad osservare certi elementi, dettagli, particolari, con tanto di dialoghi con i personaggi nei quadri. e poi c'erano tabelloni ed installazioni interattive con cui potevano giocare e sperimentare. Certo Escher si prestava particolarmente bene ad una fruizione da parte di un pubblico bambino.
    Siamo stati invece a quella di De Chirico a Ferrara, e ci siamo andati senza bambini per fortuna loro e nostra: al di là dell'assenza di un percorso dedicato ai bambini ammetto che avrei avuto difficoltà anch'io a coinvolgerli e a trovare una chiave di lettura per rendergli accessibile la cosa.
    Una cosa però purtroppo però noto anch'io dappertutto, anche nelle esposizioni di illustrazioni per l'infanzia...le opere sono sempre troppo troppo troppo in alto! o viene il torcicollo a loro, o ci si spacca la schiena noi a tenerli in braccio! uff!

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    1. sì, qui ci vorrebbe un po' di interattività in più...forse sono capitata nella mostra sbagliata, ma trovo che sia un posto un po' lasciato a sé. Curato, ok, ma no guide, no traduzioni...se vuoi giri guardi e ti informi da solo (forse è noioso così anche per un adulto...un pannello ogni tanto dove si dica qualcosa, per noi poveri ignoranti, dai!). Capisco poi che i bambini toccano, ma allontanare dal loro sguardo qualcosa di bello non mi sta bene.

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    2. Più che d'accordo! e...I love pannelli! ;-)

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  2. Non so. Con mio figlio ho avuto 3/4 esperienze in musei o mostre, e ogni volta è andata in modo completamente opposto a come mi aspettavo. Al Louvre (6 anni) pensavo saremmo usciti dopo dieci minuti e siamo rimasti ore perché non voleva più venire via, poche settimane fa (8 anni) alla pinacoteca di Brera siamo usciti dopo 20 minuti per la disperazione (si annoiava a morte). Esperienza bellissima al museo di storia naturale e a quello della Scienza a Londra, dove quasi tutte le installazioni e apparecchiature sono messe a disposizione dei bambini, che possono toccare, sperimentare, imparare.

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    1. io ho avuto a che fare con poche mostre "serie" con lei. Il post si riferiva essenzialmente alla pinacoteca della mia città (che, a dire la verità, molte volte ho trovato anche io un po'...triste. Forse qui parla la Gabriella ignorante. Ma vediamola così, secondo me questi luoghi magici dovrebbe appassionare o attrarre anche chi non ha dimestichezza con il mondo dell'arte. E questa pinacoteca qui, quel giorno, aveva poco fascino :-P)

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