giovedì 19 febbraio 2015

Il mio amico

...come stasera, che ho finito di lavorare, e sono ancora qui, per il "momento per me".
Il computer sta diventando un mio grande amico. Non posso che ringraziarlo per l'aggancio con il mondo che mi sta dando.
Però...però ora mia figlia mi identifica con il computer.
Spesso anche lei ha da "lavorare": si siede, apre il suo Mac datato circa 2001 - non siamo sciattoni, è un vecchio mac non funzionante, su cui si può scrivere ancora e si può ascoltare musica, quando non si blocca - e scrive mail.
Scrive mail di lavoro agli stessi miei committenti, scrive lettere e digita alla velocità della luce. Poi vuole che le si stampi il file.
Quando il computer grande è libero da genitori, prende possesso di Photoshop e della tavoletta grafica e colora miei schizzi.
Al computer lei assume le mie stesse pose - mano sul mento e sguardo corrucciato, a volte - e parla ad alta voce; talvolta risponde al cellulare.

Io mi sento in colpa, ultimamente sto trascorrendo molte ore con lui, piuttosto che con loro...come stasera, che ho finito di lavorare, e sono ancora qui, per il "momento per me".



Mi chiedo se significa qualcosa che lei oggi si sia disegnata così:


NON voglio perdere quello che faccio, il mio lavoro e la mia passione. Voglio però imparare a gestire bene i tempi. Allora forse qui corre in mio soccorso il libro di Adriana, oppure i consigli di altre donne che si barcamenano tra diverse realtà.
Oppure devo stringere i denti e non frustarmi come sempre.
In fondo questi giorni va così perché lei è a casa da parecchio tempo per via dell'influenza. Devo imparare a ottimizzare i tempi, sì, sapendo d'anticipo che ci saranno giorni come questi, giorni in cui siamo tutti a casa (da un lato per fortuna, perché lui si occupa dei pranzi e delle cene...come farò tra qualche giorno, quando partirà alla conquista dell'Australia?), giorni in cui ho un gran bel da fare e nessuna colf che rassetta al posto mio, che lava i panni, piega il bucato.
Ci saranno sempre giorni così, basta prenderne coscienza. Per il resto dell'anno...coraggio! mi ci vorrà una organizzazione da numeri 1 e so che forse ce la potrò fare
;-)

domenica 8 febbraio 2015

passato, presente


In fondo, Gab, fermati a pensare un attimo: cosa stai facendo ora nella tua vita? Disegni. Fai quello che (veramente) da sempre sognavi di fare. Tu speravi di vivere con una matita in mano. Ora, oltre alla matita hai anche una tavoletta grafica. Certo, ce n'è di strada da fare; la possibilità della vita è arrivata "tardi", ma va bene così. 
Credo sia arrivata quando i tempi erano maturi.

Non ricordo esattamente quando ho cominciato a pensare che da grande volevo disegnare; probabilmente già quando - dalle scuole elementari in poi - riempivo quadernetti con storie a fumetti. 
Al corso di fumetti (post liceo classico, prema di Scenografia) pensavo che avrei voluto diventare una famosa fumettista, anzi no, vignettista. Ho iniziato a inviare i miei lavori a testate giornalistiche locali (senza mai alcuna risposta) e a concorsi. Intanto disegnavo e meditavo di iscrivermi all'Accademia di Belle Arti. Se riguardo quei disegni penso "meno male che m'hanno ignorata, son proprio brutti!".

In questi giorni mi chiedo come mai, ultimamente, "tanta grazia, tanti pareri positivi, tante richieste". Non sono solita peccare di presunzione - anzi, ho un livello di autostima molto basso -, ma probabilmente ora non me ne rendo conto ma IO SONO PRONTA, e con me è pronto anche  tutto ciò che mi circonda.

Stanno succedendo cose belle. Il web è una risorsa preziosa, se lo vivi bene. Grazie a Internet io posso lavorare dal profondo sud per il profondo nord. 
Grazie al web ho conosciuto persone speciali che credono in me. Sara è una tra queste; grazie a Sara e Alessia son successe piccole cosebelle, e se non ci credete cliccate qui e leggete. Più avanti citerò anche le altre. Grazie al web sono stata contattata da persone interessate a vendere alcuni miei lavori. Grazie al web ho conosciuto gente che mi ha dato una possibilità. Grazie al web, ma magari anche grazie anche a me che mi sto applicando e sto cercando di rendere sempre più professionale questa mia passione.

Quindi Gab, una volta ogni tanto fatti i complimenti, non pensare solo che il meglio sta nel giardino del vicino, godi delle piccole vittorie senza gasarti troppo, continua a andare avanti migliorando e vivendo il tuo presente.
Appunto...il mio presente...ora è una bimba nel mio letto con febbre...vado!




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