Il mio amico

...come stasera, che ho finito di lavorare, e sono ancora qui, per il "momento per me".
Il computer sta diventando un mio grande amico. Non posso che ringraziarlo per l'aggancio con il mondo che mi sta dando.
Però...però ora mia figlia mi identifica con il computer.
Spesso anche lei ha da "lavorare": si siede, apre il suo Mac datato circa 2001 - non siamo sciattoni, è un vecchio mac non funzionante, su cui si può scrivere ancora e si può ascoltare musica, quando non si blocca - e scrive mail.
Scrive mail di lavoro agli stessi miei committenti, scrive lettere e digita alla velocità della luce. Poi vuole che le si stampi il file.
Quando il computer grande è libero da genitori, prende possesso di Photoshop e della tavoletta grafica e colora miei schizzi.
Al computer lei assume le mie stesse pose - mano sul mento e sguardo corrucciato, a volte - e parla ad alta voce; talvolta risponde al cellulare.

Io mi sento in colpa, ultimamente sto trascorrendo molte ore con lui, piuttosto che con loro...come stasera, che ho finito di lavorare, e sono ancora qui, per il "momento per me".



Mi chiedo se significa qualcosa che lei oggi si sia disegnata così:


NON voglio perdere quello che faccio, il mio lavoro e la mia passione. Voglio però imparare a gestire bene i tempi. Allora forse qui corre in mio soccorso il libro di Adriana, oppure i consigli di altre donne che si barcamenano tra diverse realtà.
Oppure devo stringere i denti e non frustarmi come sempre.
In fondo questi giorni va così perché lei è a casa da parecchio tempo per via dell'influenza. Devo imparare a ottimizzare i tempi, sì, sapendo d'anticipo che ci saranno giorni come questi, giorni in cui siamo tutti a casa (da un lato per fortuna, perché lui si occupa dei pranzi e delle cene...come farò tra qualche giorno, quando partirà alla conquista dell'Australia?), giorni in cui ho un gran bel da fare e nessuna colf che rassetta al posto mio, che lava i panni, piega il bucato.
Ci saranno sempre giorni così, basta prenderne coscienza. Per il resto dell'anno...coraggio! mi ci vorrà una organizzazione da numeri 1 e so che forse ce la potrò fare
;-)

Commenti

  1. Il disegno è fantastico e lei promette bene, sei la sua mamma, la sua fonte d'ispirazione. Ti imita ed è bello. I sensi di colpa, le frustrazioni, il sentire di non aver dato abbastanza lo ereditiamo con la maternità ed è solo uno dei tanti modi in cui esterniamo l'amore verso di loro.

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    1. questo amore...tanto grande quaaaanto il mare, brilla forte più del soooole...niente, mi son venute in mente le parole di una canzone baresissima (che magari un giorno che ci incontreremo ti farò ascoltare). Amore, sensi di colpa, inadeguatezza, gioia...vanno tutti a braccetto, hai ragione :-)

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  2. Guarda, i tuoi sensi di colpa sono gli stessi di ogni madre lavoratrice, la differenza è solo che tua figlia ti vede mentre lavori, perchè lo fai da casa, anzichè da un ufficio.
    In effetti, il difficile in questi casi è riuscire a "staccare" dal lavoro quando è ora di smettere e dalla casa quando è ora di lavorare ma sono certa che tu ci riuscirai!!!

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    1. sì infatti, devo imparare a darmi dei tempi, e a darli a lei. Sicuramente sarà più facile non appena ritornerà all'asilo :-)

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  3. Il suo disegno è fantastico, sei la sua mamma, non ti vuole diversa, non devi avere sensi di colpa e non devi sfruttarti! Io sono così, tu sei cosà e vai bene come sei. Ce la farai sicuramente a superare tutto. Poco alla volta arriverai ad affrontare certe situazioni in modo organizzato ma anche se non ci riuscirai andrà bene lo stesso perché tu sei così e non devi essere diversa. Ti stringo!

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    1. Grazie Adri (e non so se hai notato, anche il laghetto della mela accanto al volto, ahah!).
      Se fotografassi adesso la stanza dove sto lavorando con lei che smanetta sul tablet ARGH! ma sono serena.
      Ma tu verrai mai a presentare il libro qui al sud? :-)))

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  4. Ciao Gab! Ti ho scoperta qualche giorno fa, che bel blog! tra ieri e oggi ho iniziato a rileggerlo dal principio. dal 2010.. e sono arrivata a maggio 2012, centellino la lettura, mi piace davvero tanto, mi rilassa e mi sembra di leggere un libro.
    nel maggio del 102 c'è un tuo post, dove racconti di un periodo buio, quando ti eri lasciata con il tuo fidanzato e un amico di diceva di reagire perché tanto eri "forte". Beh è quello che sta succedendo a me in questo momento. Una brutta crisi improvvisa nel mezzo di un idillio amoroso durato anni.. sarò una rottura definitiva? ritorneremo insieme? Non lo so, quante paure e dubbi... Magari si risolverà, come forse è capitato a te (da quanto ho capito quel ragazzo è poi diventato il tuo futuro marito, a meno che non sia un caso di omonimia ;) ) Ma come sei riuscita a superare quel momento? è durata tanto la separazione? Scusa se mi permetto di porti qui, nei commenti di un altro post, queste domande! Spero di non essere indiscreta!
    Grazie per la bellissima compagnia, mi è venuta tantissima voglia di venire a Bari!!
    Ale

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    1. Ciao Ale e piacere di conoscerti :-)
      Di dove sei? Sì, quel mio fidanzato storico è mio marito.
      E per la questione del "superare quel momento", sono una donna forte...ahahah! scherzo logicamente. E' solo che ti butti a fare quello che devi fare, ti concentri nel tuo lavoro, nelle tue amicizie nelle cose belle che CI SONO e vai avanti, non senza versare lacrime, certo. Ma poi la cosiddetta "forza" si impossessa di te e non ti sembra vero ;-)
      A presto!

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  5. Che bello Gab ricevere una tua risposta! Sono della provincia milanese, di un con la grande metropoli, prossimo fulcro del tanto discusso Expo! che ahimè non sarà un evento tutto rose e fiori, qui è ancora tutto un cantiere, e tutti i famosi posti di lavoro... mica si son visti!
    Grazie per la tua risposta, si soffre è vero.. e ci si chiede se è meglio finirla qui o cercare di recuperare... Posso chiederti voi dopo quanto siete tornati assieme?
    Un saluto alla tua bella famiglia, stasera mi leggerò ancora qualche tuo post, sarà come il capitolo di un libro prima della nanna :)
    buona serata! Ale

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