giovedì 2 ottobre 2014

parliamo di lavoro?


Questo è quello che succede ogni mattina da qualche giorno. Mi sveglio, faccio colazione, sveglio la nana, la vesto, la lavo, le lavo il naso, le preparo la colazione, la accompagno a scuola e…torno a casa, mi siedo davanti al computer dopo aver velocemente e senza impegno sistemato la casa - o per lo meno la stanza dove trascorrerò un po' di ore -, controllo la posta.
Leggo le mail, rispondo o cestino, guardo le offerte di lavoro. Come molte persone in cerca di occupazione, guardo molte offerte di lavoro; e mi dispero. Anche volendo cercare qualcosa che si allontana da quello che so fare e in cui sono formata (machennesò, mi riferisco anche a lavoro come commessa), mi sento inadeguata per mancanza di esperienza e per età.
Comunque cerco, ogni giorno, in vari momenti della giornata.
Nel frattempo disegno e produco, lavoro a belle cose, a volte gratuitamente a volte no (ultimamente ho condotto due laboratori per bambini all'interno di un festival di letteratura per l'infanzia, in compagnia di un altra illustratrice, e ho venduto un po' di materiale illustrato).
Ancora, nel frattempo ricevo telefonate che per me sono "carezze", segnali che non devo abbandonare totalmente questa strada: un preventivo per una illustrazione; una telefonata da una casa editrice; un'altra casa editrice da cui attendo risposta, dopo che mi hanno contattata e mi hanno fatto fare una prova; una telefonata con la quale mi chiedevano di seguire la gestione di un sito; e poi donne entusiaste dei miei nuovi bijou autoprodotti che mi spingono a mettermi all'opera; e un progetto nel cassetto). 
L'idea di stare in casa senza far nulla di manda in pezzi. Non ce la posso fare, non riesco a dedicarmi alla gestione della casa, soltanto. Ora proprio non ce la faccio. Ora vorrei un lavoro, oltre a tutte queste cose belle, che porti soldi, un po' più di soldi, una certezza mensile, per far fronte a essenze familiari. perché in famiglia basta un free-lance (e per fortuna all'altro le cose non vanno male).

Sono disperata, sì, ma lontana dalla fighezza delle disperate housewife
Forse un po' di autostima mi aiuterebbe per sentirmi meno sfogata.
E' solo una fase, lo so, poi ritornerò a amare quello che faccio sempre e, sì, vabbe', quel desiderio di liquidità probabilmente non svanirà del tutto. Come resterà sempre il pinco da "aiuto, non ce la possiamo fare". Quelle carezze, però, son sicura arriveranno sempre, sotto mille forme.

17 commenti:

  1. Stare a casa a cercare lavoro demoralizza un sacco, leggi, ti candidi, ti arrivano chiamate, fai colloqui, e via daccapo.
    Per me sono stati due anni lunghissimi, tra pseudo solitudine e demotivazione alle stelle. Poi qualche mese fa un barlume di luce...
    Non mollare, arriverà il punto di svolta prima o poi!

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    1. che bello! son contenta per te!
      io intanto aspetto fiduciosa (e faccio altro, eheh!) :-)

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  2. ti credo che ti snervi... è snervante! Ti faccio un immenso stai su, perchè sei brava e te lo meriti! E speriamo che questo momento pessimo passi. O almeno migliori almeno un po'...

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  3. Posso solo immaginare, perché non ho mai vissuto una situazione così. Però lo vista con l'Alpmarito.
    Io lavoro, ma mi snervo a rincorrere i clienti perché mi paghino!!!!!!!!!
    E ti assicuro che raramente va a buon fine, Sigh!!

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    1. Immagino (lo vivo anche io con Francesco…inseguimento dei committenti e i pagamenti, con tempi "rilassati" ma non rilassanti ;-)
      No, non mi butto giù…disegno, analizzo, piango a volte ma riparto :-)

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  4. Cara Gab, non smettere mai di disegnare perché sei bravissima. Sei nata per fare questo! Riesci con pochi schizzi a dire e trasmettere tutto. Potresti tranquillamente non aggiungere niente alle tue illustrazioni, perché davvero parlano da sole. Purtroppo viviamo in un momento terribileper il lavoro e soprattutto quello creativo. Ti comprendo bene e non solo su questo, come sai bene. Anche io sono una che si butta giù e deprime facilmente, non parliamo poi di autostima, su quella avrei davvero da lavorarci su. Posso dirti come faccio io, quando l'umore mi arriva a terra, cerco di non stare in casa, m'invento 1000 cose da fare, non retribuite, pur di uscire. A volte me ne vorrei scappare lontano da questa città ma poi penso a Michele e il mio posto è vicino a lui, sempre, o almeno finché lui mi vorrà:-)) ps: davvero che peccato non vivere vicine....per me è quasi scritto nel dna, le persone a cui tengo di più sono tutte lontane, potrei davvero riempire il mappamondo. La cosa positiva è che, se dovessi decidere di fuggire per qualche tempo, avrei l'imbarazzo della scelta;-))

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    1. ahah!
      comunque, al di là del momento, per fortuna che c'è ancora un pizzico dii creatività, perché quella ti aiuta a non sclerale quando ti tocca restare in casa :-)
      Un bacio AMICA!

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  5. Su Gab "una telefonata da una casa editrice, un preventivo" sono potenziali occasioni di lavoro e non puoi dire di non aver niente. Da due giorni sono rientrata in mobilità e la casa mi sta già stretta. Mi sono imposta di organizzarmi le giornate e dedicarmi un po' alla volta alle cose da fare (stirare, stirare, stirare e poi mettere a posto un armadio, ecc.), ma non funziona.
    E' stato un periodo pesante e restare a casa un po' per dare un'occhiata e stare "attenta a quei due" non mi dispiace. Però, a livello inconscio, il lavoro mi manca.
    Ma noi non molliamo, vero Gab? Coraggio che le cose, prima o poi, gireranno. In bocca al lupo.

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    1. è il potenziale che a volte mi spaventa, o meglio l'incerto…perché spesso quelle telefonate non sono andate oltre il "ci risentiamo e ti facciamo sapere". Comunque è solo un momento, poi passerà.
      In bocca al lupo a te! NOI NON MOLLIAMO ;-)

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  6. stringi i denti. mi sembra che comunque di contatti tu ne abbia, telefonate, offerte e prove... poi in questo campo (che è un campo difficile) basta un attimo per passare dal "non ho niente" a "nuovo lavoro impegnativissimo". o almeno a me succede così... in bocca al lupo! :-)

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    1. sì, infatti, a volte è capitato…speriamo vada bene anche questa volta! ;-)

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  7. L'esigenza di liquidità va di pari passo con quella certezza del futuro ed in realtà e' quella che di brama...avere una famiglia non c'è' nulla da fare, ti mette di queste ansie sul futuro e si va alla ricerca di qualcosa di stabile che però Gab non c'è, in nessun settore, nemmeno in quelli dove dovrebbe arrivare lo stipendio ogni mese! Fidati!

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    1. no, lo so…vengo da un'esperienza di stipendio mensile, che aveva 10 mesi di ritardo. ma a volte, oltre alla crisi, c'è anche una cattiva gestione (dovuta magari solo all'ignoranza, nel senso di non saperlo fare semplicemente) che manda in tilt il sistema

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  8. Anche io due anni senza lavorare, e finchè ero incinta, vivevo di telefilm, cibo e poco altro, ma tutto sommato stavo bene. Invece nato il piccolo è stato un inferno stare a casa, tolti i primi sei mesi, ero sempre sola, chiusa in casa, non conoscevo nessuno con bambini, in casa non puoi fare niente perchè devi sempre badare a loro, ora sto facendo un part-time da casa e già mi sento meglio, è brutto da dire. ma staccare un po' fa bene.
    ps: il sito per il quale lavoro ogni tot cambia il grafico... al prossimo giro magari ti faccio un cenno!

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    1. sì staccare fa molto bene :-) (e non è cattiveria)
      Io ho lavorato sempre, e tre mesi dopo la nascita di marta ero di nuovo all'opera. per fortuna c'erano amiche con nani coetanei, e ogni tanto capitava di vedersi, per lo meno di sentirsi quotidianamente (poi il blog, i disegni…son stati o la mia salvezza). Ora è un annetto che va con alti e bassi: lavoro da casa come illustratrice, a volte c'è da fare, a volte meno…è che non riesco a stare senza far nulla! oltre ad avere bisogno di guadagnare in maniera regolare :-P (sì, lo so, richieste strane in un periodo come questo…ma avere speranza che le cose cambino non fa male, no?)

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