storie di case

Non so più - ari-daje con i dubbi esistenziali! - se ho voglia di una casa mia perché lo desidero, o perché…si usa così.
Una casa in fitto ti da' la possibilità di non essere legato a nessun luogo in particolare, di fare le valige e partire, di cambiare rione, città, regione, stato.
Una casa di proprietà ti da' certezza per il futuro: sai che non dovrai metterti alla ricerca di nuovi appartamenti, salvo complicazioni. Sai che, nel caso in cui tu abbia un figlio, puoi lasciar lui un bene di valore.
Una casa in fitto ti esonera da una serie di spese, ma ogni mese tu dai a qualcuno una "tassa"..e sono soldi che regali, che vanno e non vengono più…non ti resta nulla in mano, se non un tetto sulla testa finché contratto non vi separi.

Cercavo on-line una spiegazione alla corsa al mattone che scorgo tra la gente e anche in me.ci saranno dei paesi in cui c'è meno ansia da casa? Mi ci trasferisco, solo per solidarietà.
Tra i nostri amici con famiglia siamo gli unici a vivere in un appartamento non nostro; vuoi che loro ci sono riusciti da soli, vuoi che le famiglie d'origine sono state previdenti, fatto sta che siamo gli unici - ripeto, tra loro - che non ha investito in un bene di questo tipo.
L'iter il più delle volte è questo: vivi con i tuoi, ti fidanzi, inizi a pensare all'acquisto di una casa che possa ospitare te e la tua famiglia, ti sposi, vai a vivere in quella casa.
Se non segui questo i percorso sei visto un po' come un diverso.

Per noi è stato differente: Francesco ha vissuto con i suoi fino al giorno prima del matrimonio (era comunque spesso in tour e viveva nelle camere d'albergo), io invece intorno ai 30 anni ho deciso che volevo provvedere a me stessa e non volevo dividere casa con nessuno, nemmeno con mie amiche che mi hanno anche proposto di prendere una camera con loro: volevo essere indipendentemente, volevo sapere che aprendo il frigo ci avrei trovato solo cose mie, che il mio bagno era frequentato da miei amici e non da amici di amici, che facevo le pulizie quando la voce della coscienza me lo suggeriva, e non per rispettare una tabella di turni. Così appena i vari lavori mi hanno permesso di riuscire a mantenere me, una casa e la rata della mia auto me ne sono andata. Nessun conflitto con la famiglia - salvo le solite discussioni tra generazioni diverse: solo desiderio di libertà, indipendenza e un po' anche di solitudine.
Qualcuno, amici e amici dei genitori, l'hanno vista come "ah guarda, non va d'accordo con la mamma", "ah guarda che scellerata! piuttosto che mettersi i soldi da parte per un matrimonio se li sperpera così". Probabilmente non sono stata previdente, è vero: a volte penso che avrei potuto stringere i denti e conservarmi quei risparmi (in vista di un matrimonio di cui non si parlava?), ma se tornassi indietro non so se non rifarei le stesse scelte.

La mia prima casa è stato un appartamentino mini, a misura di una alta poco meno di 1,60 metri, dove Francesco toccava il soffitto sollevando il braccio: saranno stati….20 mq circa divisi in due aree, cucina con un mini tavolo, mini fornelli, mini finestra e camera da letto con spazio solo per un letto a una piazza, una piccola scrivania, una cassettiera e un armadio. Poi certo, il bagno. Pavimento in cotto, cassettiera e armadio in legno scuro massiccio, porta scorrevole per il bagno. Freddo d'inverno e caldo d'estate. Ma era casa mia: lì ho cucinato per me per la prima volta, lì abbiamo dormito in tre, con i sacchi a pelo. Abbiamo mangiato anche una pizza in quattro, seduti sul pavimento e sul letto.

Dopo mezzo anno lì, mi capita un'occasione migliore, a pochi isolati, in un condominio con
posto auto, un quinto piano con ascensore, balcone, un appartamento 15 mq più grande del primo, a un centinaio di euro in più. Preso! Una casa in un palazzo costituito solo da mono-bi vani. All'apparenza delle grandi camere d'albergo; probabilmente abitazioni costruite per dipendenti di qualche ufficio o banca. Un palazzo di sei piani abitato da una mia ex-collega (mia dirimpettaia), una professoressa di scienze, se non ricordo male, in pensione, il vice preside del mio liceo, una donna lavoratrice di cui ho conosciuto solo i "versi notturni", varie signore di una certa età…insomma single, lavoratori, gente in pensione. Nessuna famiglia, nessun bambino.
Mi piaceva molto, era la mia seconda casa, una cucina più spaziosa in cui ci entrava il fouton ikea da due piazze; un tavolo da bar con 4 sgabelli dove si poteva mangiare normalmente, una camera da letto con letto matrimoniale; più luce. 30-35 mq in cui abbiamo festeggiato il compleanno di un'amica con più di 30 persone, tutte rigorosamente in piedi (era estate, si poteva stare anche sul balcone). 
Quando io e Franc.abbiamo deciso di sposarci, l'abbiamo deciso tre mesi prima dalla fatidica data: non ci importava se non avevamo una casa "seria". In quel momento lo volevamo e sapevamo che ce la saremmo cavata. La nostra mini-famiglia ha cominciato la sua nuova vita là dentro. Ci bastava all'inizio, finché non è arrivata Marta e un mese prima del parto ci siamo trasferiti qui: un appartamento 3 volte più grande, di fronte al mare, sempre in fitto.

Ora una casa tutto per noi mi piacerebbe averla, ma le condizioni lavorative non ci permettono di chiedere un mutuo, per cui continuiamo a "regalare" denaro ai veri proprietari. A volte non la sento mia, la vivo come un posto di passaggio, per cui sento di non volerlo curare e abbellire più di tanto. Altre volte mi dico che magari non è il nostro momento per questo passo, e che comunque non riuscirei a vedermi, ora, in un posto diverso da questo.
Tutte queste elucubrazioni quando passeggio per le strade e mi trovo a fantasticare; poi arrivo qui, guardo il mare, esco dal portone, respiro e ringrazio. ;-)



Commenti

  1. Casa propria = rassicurazione e certezza, che per me rappresentano un aspetto tanto positivo quanto negativo. Positivo dal punto di vista razionale, pragmatico, logico. Negativo dal punto di vista emotivo. Perché io, con le cose possedute, ho un rapporto parecchio strano, tendo a spaventarmi. Nella nostra vecchia casetta in Canadà, in cui stavamo in affitto sino a due anni fa mi sentivo a casa, in quel momento, perfetta lì dov'ero e lì ho avuto la tendenza a farla così mia che tutti, entrando,mi dicevano "è proprio casa tua". Mentre qui, in casa nuova, che è mia davvero , sono bloccata, meno fantasiosa, inibita in un certo senso. Come se mi sentissi troppo cresciuta e ferma. Una mia cara amica, psicologa, mi direbbe che sono da ricovero, ahahaha. Scusa spero di non essere stata lunga ma è un argomento al quale penso sempre anche io e, come vedi, con ragionamenti un po' scombinati. Non ti ho chiarito di certo le idee ma, diciamo, ho condiviso molto molto i tuoi dubbi. Buon mare dalle finestre

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    1. no, figurati, tanto qui non si tratta di chiarirsi le idee, ma potersi permettere o no un certo passo. Certo, io so che alla concretizzazione di simili passo mi verrebbe un'ansia, una "cagazza" pazzesca, probabilmente per gli stessi tuoi motivi. Insomma, fai parlare anche me con la tua amica psicologa? :-)

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    2. Si penso che i motivi della mia strizza e dell'ansia siano molto simili ai tuoi. Ok si va insieme dalla mia amica !

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  2. Quante persone posso dire lo stesso con casa di proprietà? :-)))))

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  3. Pichy ha ragione! io pagherei per avere il mare di fronte casa.....
    In affitto o di proprietà è comunque la vostra a casa e poi non ti fa sentire più leggere il fatto di poter da un giorno all'altro combinare?? sempre vista mare però;-))

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    1. sempre! mi fa respirare, mi permette di guardare oltre, mi fai immaginare cosa c'è dietro e cosa c'è sotto la superficie, mi ispira bellezza, libertà, fuga

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  4. Io ho una casa di proprietà con mutuo da pagare in provincia di Milano, tu sei in affitto in riva al mare.... voglio fare a cambio, subito!!! eheheh
    :)

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    1. ehmmm…no, provincia senza mare con mare?…no :-)
      Ma grazie comunque, eheh

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    2. Io ho vissuto i primi 16anni della mia vita sempre nella stessa casa in affitto finché non ci siamo trasferiti nella nuova casa acquistata. Ad averlo potuto fare prima....ma è andata così! Alla fine non ci è mancato nulla e per me, che ormai non vivo più da tanto nel mio paese d'origine, quella prima casa resta la più amata....la casa che paradossalmente sento veramente mia! Verrà il tempo anche per voi..agli altri non pensarci perché ognuno ha la sua strada, ti abbraccio

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  5. Una casa tutta tua in effetti è qualcosa che ti fa pensare ok, posso investire in questa spesa perché tanto è casa mia...
    Però in fin dei conti anche una casa in affitto, se è completamente vuota, puoi sentirla veramente tua! certo, non ci metterai il portone ultrablindato o le tapparelle elettriche, ma alla fine quando chiudi la porta sei sempre a casa… :)

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    1. sì, hai ragione…è solo che…insomma…guardo spesso l'erba del vicino :-P

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  6. Ohps!! Guarda dove ho scritto il mio commento...scusa sono un po imbranata!!

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