sabato 22 giugno 2013

post poco laico

Non è un bambino barbuto il giorno della prima comunione. E' mio padre. Lui è un "diacono", da 25 anni. 
Il diaconato è il sacramento prima del sacerdozio; come diacono puoi essere sposato. Mio padre è sposato, e ha tre figlie, me e le mie due sorelle (con mia madre fanno quattro donne tra i piedi...!).
Scegliere di "fare il diacono" è una vocazione, come il sacerdozio (o come dovrebbe essere il sacerdozio).
Diacono = servitore. Mio padre ogni pomeriggio va in parrocchia per dare una mano e per la Messa (non la celebra lui, ma può leggere il Vangelo e fare l'omelia); chiesa ogni domenica mattina e presenza per tutte le celebrazioni importanti.
Lui avrebbe potuto sposarmi e battezzare Marta (come è successo con mia sorella piccola), ma io non ho voluto perchè oltre ad essere diacono, è marito e padre, volevo che fosse seduto accanto a mia madre, come tutte le famiglie "normali". Spesso mia madre si è trovata da sola (essere moglie di un diacono è dura, la vocazione la "subisci" anche tu, il percorso di accettazione è lungo...ora non so come funzioni nel caso in cui il partner non ne voglia sapere). E' un po' come essere sposati con un pastore protestante (ricordate seven heaven?). 

Tutto questo per dire che appartengo a una famiglia ad alto tasso religioso: una conversione che è avvenuta nel tempo, dopo la nascita mia e della seconda, e che ha coinvolto tutte noi. Mio padre ha abbandonato il suo lavoro di geometra per mettersi a studiare, prendere la laurea in Teologia e cominciare a insegnare Religione. E sì, in casa dei nonni c'è la Bibbia, ma non devi fare il segno di croce quando entri :-).
I miei catechisti sono stati...i miei genitori! Io ero l'unica bambina che non poteva fare filone a catechismo...forse per questo, dopo la Cresima, ho mollato la Parrocchia. Ho avuto il mio momento NO intorno ai 14 anni. A 19 anni ho scelto io di avere fede, ma con una consapevolezza più profonda, più seria, più vera. Non frequento la Parrocchia, ci sono tanti aspetti della Chiesa "umana" che non riesco a accettare, ma seguo un percorso spirituale, scoperto negli anni, e che credo sia quello giusto per me, per il mio modo di essere. 
Credo perchè...non lo so, ci credo, e non saprei dare altra risposta. E' una questione di anima, non di "regali ricevuti". Di riempimento, di serenità, di fede, di fiducia. Ma non sposerò mai un diacono...ah cavolo! sono già sposata! lui è un fonico...spesso è fuori la domenica e i pomeriggi...mi starà nascondendo qualcosa? :-)

19 commenti:

  1. Ho una suocera insegnante di religione e non posso dire di a darci d'accordo, anche per questo (ma non solo, ovviamente).
    Non credo e non capisco come si possa farlo. Ammiro chi non ha paura di parlare della sua fede o non fede, però.

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    1. intendi non capisci come si possa fare a insegnare religione? Io non so bene come lo faccia mio padre, ma mi sembra una opportunità per i ragazzi per studiare la religione dal punto di vista, come dire, "storico", facendo un confronto con quelle che sono le religioni nel mondo, più che "insegnare ad avere fede e a credere", perchè quelle cose non si insegnano e non si obbligano. Sono convinta che delle fede si debba parlare con la vita, con i fatti.

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    2. No, non capisco come si fa ad avere fede...sono come San Tommaso, prima dell'illuminazione, però!
      L'insegnamento, invece, se ha un taglio storico credo sia sempre utile, perchè comunque fa parte della nostra cultura e di quella degli altri popoli e conoscere è il primo passo per capire e andare d'accordo, per quanto possibile.

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    3. Io non ho una risposta...é tutto cosí personale. Io ammiro chi riesce a essere coerente in un senso o nell'altro:-)

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  2. Considero la Bibbia il libro più bello che ho letto e che rileggo ogni volta che cerco risposte.

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    1. Io lo leggevo da piccola (e te pareva! :-)). Ora è da un po' che non la sfoglio.

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  3. Cara Gab, anche la mia famiglia è ad alto tasso religioso! mia mamma è un' insegnante di religione anche se non so proprio come fanno quei poveri bambini a sopportarla;-)) ho un cugino prete e mia nonna è praticamente una religiosa mancata: ha una fede grandissima che l'ha salvata in tanti momenti bui della sua vita. io ho uno strano rapporto con la fede, mi sono riavvicinata molto quando ho deciso di sposarmi in chiesa e per anni ho seguito un percorso spirituale che mi ha aiutata tanto anche nella vita di tutti i giorni. ci sono però troppe cose che non mi piacciono e non condivido di quello che succede in vaticano. Confesso di essere una vera ignorante in materia e magari prima o poi la bibbia la leggerò anche io. Il fatto è che ho avuto sempre insegnanti sbagliati sia a scuola che per il catechismo. comunque grande ammirazione per il tuo papà e anche per la tua mamma perchè credo non sia facile vivere con qualcuno che ha deciso di dedicarsi quasi completamente a Dio. vabbè poi io sono sposata con un medico che non c'è mai quindi grande ammirazione anche per me;-)))

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    1. e sì, anche quella di tuo marito è una vocazione :-)
      Anche io tutto sommato sono ignorante, ma vorrei saperne di più (in questo mi devo applicare) per poter capire meglio, per poter controbattere.
      Buona giornata donna!!!

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  4. Non sai quante volte ho discusso per il fatto che anch'io credo...e NON alla chiesa fatta di uomini! Se la fede è una scelta e vissuta in totale serenità può farti vivere con una forza e una speranza nuova. Sorrisi

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  5. Grazie di cuore per questo post, perchè non ti sei vergognata e non hai avuto paura a parlare di fede quando, in genere, tutti lo fanno solo per prendere in giro o negare, o peggio ancora criticare.
    Grazie davvero.

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    1. ma...figurati. In realtà, per il carattere che ho, ho scelto un metodo "indolore" :-)

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  6. Ammiro chi persegue i propri obiettivi, a prescindere da quanto io li condivida.
    Bravo il tuo babbo, Gab.

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  7. ti sbagli: è un post laico. Noi stroppiamo il significato (noi italiani!): significa il popolo (di Dio). Ne hai raccontato una parte!

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    1. ecco, appunto, devo studiare di più! :-)
      Buona giornata!

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    2. Mi permetto di correggere: significa "popolo", "gente civile", "non ellenizzati".
      Il significato di "popolo di Dio" gli è stato attribuito soltanto successivamente, in epoca cristiana, per indicare la gente credente ma non appartenente al clero.

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  8. Ma pensa, che conversione forte in età così adulta!
    a me è successo proprio il contrario invece: non ho "scelto" di non avere fede, ho solo capito che non ce l'ho....

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