lunedì 30 dicembre 2013

post lamentoso e triste

…che poi ci provi anche a trovare il positivo, ma quando stai lì lì per convincerti, arriva la
"batostina". Che sarà mai un 31 sera-notte senza marito? Provi a dirti che è un giorno come un altro, c'è solo più confusione euforia in giro (un giorno che però mi infonde tristezza…ma credo sia solo colpa di come ce lo prospettano, 'sto benedetto ultimo giorno dell'anno). E' una serata come un'altra trascorsa con la pupa e qualche amico, di quelle che capitano spesso. Questa volta (ma non è la prima) non sarà un sabato o domenica qualunque, bensì il 31. Ok, si può fare, è capitato altre volte…dai, alla fine della giornata ti sei quasi convinta che tutto il nero che stavi scorgendo in fondo era un po' grigio tendente al bianco. Ed è allora che ricevi la telefonata "Cara, molto probabilmente lavoro anche l'1"…sdengh!
Provo a analizzare le cause del mio umore: scombussolamento ormonale dovuto alle solite, che comporta nervosismo, cattiva gestione dei sentimenti, delle reazioni. Di conseguenza urla, tristezza, lacrima facile, depressione.
Questa cosa non mi fa sentire meglio, ancor più perché le mie cose sono arrivate, e di solito portano con loro una ventata di ottimismo che spazza via i giorni cupi che le hanno precedute; ma questa volta il negativo è rimasto, a concludere 'sto anno. 
Domani sera per reazione non andrò a cena dalla mia amica, per non imbattermi in famiglie felici e unite. Opto per una cena con pochi qui a casa, 'chè tanto, botti e trasmissioni monotematiche a parte, è un fine mese come un altro, solo che si mangia di più.

Per il nuovo anno vorrei:
Tutto questo non perché sono egoista, ma perché so che così riuscirei a essere migliore con chi mi sta accanto.

Quest'anno finisce così, con una tazza raccogli lacrime, 'chè l'acqua, sotto qualsiasi forma,  non deve mai andar sprecata ;-)




lunedì 16 dicembre 2013

c'è che a volte crescono troppo in fretta

Bambine fashion si nasce, non c'è niente da fare. Non sono i genitori a trasmettere il gene modaiolo, è una storia a parte, la loro.
Piccolo aggiornamento del post precedente! Forse, dico "forse", abbiamo trovato una soluzione per non litigare su "cosa mi metto": la sera, quando è sì stanca, ma più serena e non imbronciata perché vuole restare a letto o non vuole andare a scuola, prepariamo gli abiti per il giorno dopo. Con la relativa freschezza e il buonumore riusciamo a trovare un accordo su cosa va meglio, cosa è pulito, cosa è il caso di indossare, cosa è più idoneo per la scuola. Per ora sembra andar bene. Durerà poco, lo so.

Però, ripensando bene al gene insito in ognuna di noi o nelle piccole donne, probabilmente mi sbaglio…molte non ci nascono, lo diventano, "grazie" anche a noi genitori. E ce li ritroviamo di colpo grandi, anche se hanno ancora pochi anni di vita.


Ho visto questo. Non che non sapessi o immaginassi certe cose, su youtube gira di tutto, per cui già altre volte mi ero imbattuta in visione del genere.
Riflettevo sulla mia responsabilità di genitore, ma anche su quella di TUTTI quelli che ruotano intorno ai bambini, siano essi insegnanti, educatori, istruttori sportivi, nonni, zii, amici.
Marta in casa è abbastanza controllata: tv lei non la guarda quasi per niente, fatta eccezione per i cartoni di rai yo-yo il pomeriggio, per una mezz'ora, al ritorno da scuola (e chi ti becco? l'amica Peppa Pig, logicamente). Tablet per sentire e vedere le sigle dei cartoni solo in nostra presenza (inorridisco al pensiero che scorrendo le immagini da sola, possa imbattersi in qualche bruttura inutile). Forse qualche video-clip innocuo l'ha visto con noi - non quello della ex Hanna Montana, sia chiaro - …eppure ogni tanto si atteggia da ragazza. Non mi riferisco all'abbigliamento, ma ad esempio, a movenze da ballerina più simile a una velina. Diciamo che è da un po' che non succede e ne sono contenta. Insieme, quando capita, cerchiamo di ridicolizzare e caricaturizzare…come si dice? la danza. Così passa.
Le piace truccarsi - qui avrà visto me - e mettersi lo smalto (questo non l'ho mai usato, non mi piace tanto sulle mie mani. mai messo sicuramente da quando è nata lei…però mia mamma m'ha raccontato che anche io, da piccola, avevo una predilezione per smaltino e tacchi…e ora…come mi son ridotta ora? :-)). La scorsa settimana abbiamo fatto un giro in un negozio di giocattoli: in bella mostra c'era il beauty di Barbie, bellissimo, grandissimo, affascinantissimo. "Mamma, vorrei questo per Natale!". Ammetto che per un attimo mi son lasciata tentare, poi ho scacciato subito il pensiero: "Perché lo vuoi regalare? per evitare che tocchi i tuoi trucchi? quindi è solo per interesse. E poi, in ogni caso, non è troppo presto? magari ora ci gioca, poi comincerà a far capricci perché vorrà uscire conciata così"... Ogni età ha i suoi giochi, ogni età è da rispettare. E non mi importa se altri fanno diversamente. Io voglio che si conservi la sua genuinità, la sua infanzia, il più a lungo possibile. Voglio che la crescita sia naturale e non frettolosa (che già mi legge e scrive a 3 anni e 9 mesi). Voglio che a 3-4 anni Marta sia UNA BAMBINA, che si diverta come una bambina. Detto ciò, prometto che:

- non riderò più se si atteggerà da grande, assolutamente no.
- non filmerò più i suoi modi da donna. 
- non mi annoierò con lei nel vedere Peppa Pig…magari le proporrò, come ho fatto finora, alternative culturalmente e creativamente valide (vedi Ponyo e altri film d'animazione)
- smalto ok, ma che resti solo un gioco, un travestimento come quando indossiamo l'abito di Cenerentola. In ogni caso, se si può evitare, meglio.
- Starò attenta anche ai giornali di moda che circolano per casa: se vogliamo sfogliarli, che lo si faccia insieme.
- alle sue richieste di trucco, cercherò di farle vedere come è più divertente disegnare sul volto con i colori per la pelle.

Ancora una volta io, anzi NOI (speriamo che) CE LA CAVIAMO.




sabato 14 dicembre 2013

la moda a 3 anni

opperbacco! Ho una figlia fashion-victim
lo scopro solo ora!

Abbiamo creato una bambina dedita alla moda e…mi chiedo come abbiamo fatto!
Io e il papà non siamo grandi appassionati della materia, a me piace fare shopping, ma ho l'abilità di acquistare sempre le cose sbagliate. Avrei bisogno di un personal-shopper e di qualcuno che mi facesse lezione di stile, che guardasse nel mio armadio e decidesse cosa buttare e cosa no, come accostare i vari capi. Ho maglie che risalgono ai tempi dell'accademia (roba di 13 anni fa).
La moda va avanti, io la seguo con grande calma e arrivo al traguardo dopo molta strada (sempre che si possa dire che esista un traguardo). I capi che si usano quest'anno, io li acquisterò sicuramente nel 2015. Non azzecco sempre i colori giusti per me, e continuo a dimostrare 10 anni in meno semplicemente perché indosso jeans "comodi" e converse, diciamo l'80% delle volte. Il papà della bambina in questione è un uomo in jeans, t-shirt e felpa, praticamente 360 giorni su 365…beh, no, tolta l'estate…lì va di bermuda da skater, t-shirt, scarpe sportive.
Insomma, da dove è uscita? Non rispondetemi…so tecnicamente da dove sia uscita. Mi chiedo piuttosto da chi abbia preso.
E' una fase? non saprei. Per ora so solo che la mini ragazza non ama indossare pantaloni della tuta e scarpe da ginnastica; io mi ostino a acquistare capi comodi, da asilo insomma (considerando che indossa un grembiule lungo fino al polpaccio), lei insiste nel dire che vuole essere elegante. 
La vuoi far felice? falle mettere una gonna e scarpe che abbiano un accenno di tacco (che non ci sia la suola piatta insomma! non parlo di tacchi veri da donna, parlo del leggero scalino che si crea tra tallone e la restante pianta del piede), perché le scarpe devono fare rumore. Ha un occhio attentissimo a tutto ciò che indossano le donne e le sue compagnette di classe; le piacciono brillantini-paillettes e tutto ciò che luccica, fino all'eccesso. Io e lei siamo estreme nel nostro modo di concepire la moda, ci veniamo incontro, ma a fatica.
La fase ingioiellamento è quasi del tutto terminata, ma se io metto un paio di orecchini pendenti le si illumina il viso…è fiera di me, insomma. Vuoi essere sua amica? mostrale il polso ornato da bracciali, magari  con ciondoli, ed è fatta. Diciamo che questi dettagli la colpiscono da sempre; ma le storie per l'abbigliamento, quelle si sono acutizzate da qualche mese. Provo a combattere, a convincerla. Ok, ce la faccio, ma a condizione che, al ritorno da scuola, possa indossare qualcosa che la renda più carina e elegante, perché con la tuta non è bella…ma chi l'ha detto, poi? perché pensa questo? Vorrei un'illuminazione. Nel frattempo con Franc. abbiamo pensato che potremmo comprare una maglietta che vada "contro i nostri gusti", almeno per una volta assecondarla…ma senza esagerare ;-)


martedì 10 dicembre 2013

Illustratori al mercato

Ecco il gruppo che ha partecipato al mercatino di Natale, questo fine settimana, nel cortile di un asilo privato nei pressi di Bari. Un asilo veramente "in gamba", grazie alle donne (da quanto m'è sembrato di capire son quasi tutte donne) che ci lavorano.
Un'esperienza interessante, una sera e una mattina piacevoli nonostante il gelo. Stand, gazebo, banchetti e luci di Natale, caldarroste e mandarini, Babbo Natale che ha incontrato i piccoli visitatori (per favore, non costringete i bambini a farsi le foto con il signorone vestito di rosso…se piangono è perché hanno paura! allontanateli!) e s'è fatto una foto con noi. Mario Biondi e il suo cd di canzoni a tema, ri-arrangiate, e Holy night di Bocelli (ce l'ho in testa). Gente che chiedeva quanto costassero le candele decorative usate per allestire i nostri tavoli, o quanto costasse il mio vassoio ikea…:-)
Hanno comprato, con moderazione, ma comunque hanno acquistato i nostri fantastici "gadget illustrati": io ho recuperato le spese e ora ho ancora materiale da distribuire. La settimana prossima l'appuntamento sarà in un pub barese.
Esperienza veramente carina, dicevo: 9 persone, 8 illustratori (mi ci metto in mezzo anche se il titolo non mi calza a pennello), 1 libraia. 9 teste matte, 8 stili diversissimi, 9 teste abbastanza concordi su determinati argomenti. 9 persone che vogliono ancora mettersi in gioco…e non siamo mica tutti giovani! tra noi c'è gente con figli, anche grandi, ma tutti entusiasti, chi può chi meno, o comunque con la voglia di rimboccarsi le maniche e lavorare. Per fortuna la nostra è una passione su cui puoi contare anche da adulto, se hai volontà e capacità.
Quindi, se ci incontrate fermateci e fateci domande.




giovedì 5 dicembre 2013

piccolissime gioie

Avete mai il cuore in fibrillazione, i battiti accelerati, le farfalle nello stomaco? Io sì, in questo momento mi sento così. E mi basta poco per provare certe sensazioni.
Come quando si è innamorati di una persona, così quando fai qualcosa che ti riempie, qualsiasi cosa. 
Come quando uscivo le prime volte con F., o lo sentivo per telefono, o ricevevo una sua lettera e la mia giornata prendeva una piega diversa (appartengo ai tempi delle lettere su carta, delle cabine telefoniche, del sentirsi tramite telefono fisso, aspettando che si liberasse, cercando di nascondersi in un angoletto insonorizzato della casa, o parlando sotto voce; l'epoca dei pensieri e basta, senza sms, delle musicassette e poi dei cd, ma tante musicassette prima).

corso Cavour - Bari
Vi elenco le cause di tale stato d'animo:
1. una giornata di sole.
2. la stampa delle mie illustrazioni su supporti ordinati on-line.
3. la mia auto di nuovo con me.
4. il pensiero delle cose belle da fare.
5. la non preoccupazione di non avere abbastanza tempo.
6. una stupida collanina acquistata da H&M a meno di 5 euro.

Stamattina camminavo per strada e mi godevo i raggi e la vista del mare, azzurro e agitato, a due isolati da me. Ne sentivo il profumo. Mi piace; quando guardo la mia città e la vedo bella, mi balza subito alla mente una canzone di Pino Daniele, questa (forse l'ho già scritto altre volte). La mia città…ho sognato tante volte di andar via, per gusto di novità, per situazioni da cui volevo fuggire (una volta ci son stata vicinissima dal farlo). Poi guardo il lungomare e mi ritrovo innamorata di questo posto che ha pure così tante cose che non funzionano. Vorrei che fosse più a dimensione di…tutto. Di famiglie, bambini, giovani. Più opportunità…ma queste le sognano molti, in Italia, per lo meno.


Serenità a cui si aggiunge la gioia di vedere stampati i propri lavori. Li guardi e pensi che son belli - prima che l'autocritica si affacci prepotentemente nella tua testolina.

Con il solito gruppo di illustratori baresi, anzi, con un gruppetto di loro, questo fine settimana parteciperemo a un mercatino. Ecco qui la locandina, realizzata da Amelia, una di noi:

Abbiamo preparato un po' di materiale da vendere: riflettevo sul fatto che a 36 anni partecipo attivamente e per la prima volta a un mercatino. Bugia che ogni lasciata è persa :-P!
Guardavo gli oggetti e pensavo "sono una figata!" Scusate l'espressione poco felice, ma rendeva bene il mio pensiero…Sono veramente carucci, i miei, così come tutti gli altri…ci
parte del mio materiale
pensavo già qualche giorno fa, guardando l'immagine sul sito da cui li abbiamo ordinati (tu mandi tue foto o immagini e loro te le stampano su supporti che scegli: calamite, spille, cover, adesivi, specchietti…). Un tesoro tra le mani, per molti di noi un tesoro nelle mani. L'ho detto più volte, mi sento "in formazione", sento che, anche se grandicella, devo studiare ancora e crescere in questo settore; ma ringrazio per…come chiamarlo…questa capacità di saper usare una matita, ecco! La mia fortuna in momenti di sventura, il mio sfogo e la mia soddisfazione. Approposito! ieri la maestra di Marta m'ha fatto vedere alcuni suoi lavori. Quella furbetta…è brava! solo un po' pigra, soprattutto a casa. Sfogliavo i suoi disegni e mi commuovevo (mamma mia! ora sto esagerando…sarà l'età che porta "l'occhio lucido"); ero felice anche lì, in quell'aula, parlando con le maestre e intrattenendo piccole conversazioni, per la prima volta, con gli altri genitori.

E poi, dulcis in fundo, la mia auto! dopo sei mesi è tornata da me, anzi sono andata a
riprendermela: scattante, come se non fosse mai stata ferma.                             

Io e F. abbiamo visto che tutto sommato si poteva affrontare questa spesa (essenzialmente l'assicurazione), fermo restando che vorremmo non abusare del mezzo, facendo finta, a volte, che non ci sia, in modo da non adagiarsi sulle quattro ruote, ma continuare ad usare anche le due gambe, ove possibile. Vedremo come andrà, strada facendo vi riferirò.

Piccole gioie, dicevo all'inizio, sciocchezze che per un attimo ti donano serenità. E' la capacità di emozionarsi per poco, che ci fa ricordare che non tutto è nero, che non servono grandi conquiste per essere felici, che è bello sorridere anche per banalità. Ti fa sentire il cuore pieno e sei più propensa a sorridere anche agli altri. la felicità a volte l'abbiamo davanti, dobbiamo soltanto spolverare i nostri occhi.



giovedì 28 novembre 2013

Di creatività, bugie e avvento


e non venitemi a dire che il secondo anno d'asilo va molto meglio del primo….BUGIARDI!
non vi crederò mai più! Qui stiamo facendo clausura a settimane alterne: qualche giorno di scuola e due settimane a casa. All'inizio mi sembrava uno scherzo, adesso è un appuntamento che aspetto "con ansia"…quasi quasi comincio ad annotarlo sul calendario: FE.MA. (febbre marta), accanto a ME.GA. (questo intuitelo voi).

Sono stati giorni difficili, ma non troppo. Il freddo gelido-invernale-polare di 'sti giorni - quando solo una settimana fa c'era gente che faceva il bagno a mare - non ci ha fatto pesare le mattine in pigiama, mentre fuori c'era pioggia e gelo.
Riflettevo sul fatto che sono una finta creativa: in situazioni tipo questa avrei dovuto tirar fuori il meglio di me e inventare, impastare, impiastricciare con lei. Invece avevo un paio di lavoretti da finire, per cui mi son spesso dedicata al computer, "abbandonando" una bimba malaticcia ai suoi giochi, alle sue danze, correndo da lei sempre con l'aerosol e fazzoletti tra le mani (mi odierà…io mi odio).

L'altro giorno poi, in preda a un raptus, ho deciso che non potevo più sopportare la vista dei mobili in quelle posizioni e mi son data ai lavori pesanti, scatenando probabilmente una reazione anti-polvere nella mini-donna; lei tossiva, io spostavo e la accompagnavo a vomitare, spostavo e andavamo insieme in bagno, spostavo e…alla fine mi son fermata.
La camera ha un assetto diverso, ma non mi piace, è poco funzionale. In ogni caso stop, mi sono stancata abbastanza per questo turno.

Ieri, vista la situazione notevolmente migliorata, ho pensato che potesse ricominciare l'asilo. Bene, per mia nonna sono stata una incosciente:
"Con 'sto freddo? ma sei pazza?"
"ma sta meglio"
"sì sì"
"scusa, e come fanno i bambini che vivono nei paesi veramente gelidi?"
"che centra, quelli sono abituati!"
"ma se non la abituo…come potrà abituarsi?
"sì sì, hai ragione sempre tu"
Ha cambiato discorso.

Mia madre non si è ancora espressa. Intanto io mi sento - grazie sicurezza, grazie autostima - una mamma degenere, che manco il telefono Azzurro saprebbe cosa fare. Qui splende il sole; sì, fa freddo. Dovrei tenere Marta in casa per tutto l'inverno? dovrei  sempre evitare qualsiasi contatto con altre specie di nani? sì, ha il raffreddore….mia figlia ha il raffreddore e va a scuola! ecco. L'otorino mi ha detto di stare tranquilla, che dopo un anno d'asilo l'incontro tra lei e i virus è già avvenuto. Che se si dovesse raffreddare non è scontato che le venga l'otite. Oh mamma! quanti pensieri! Credo di sapere cosa è giusto fare, credo di sbagliare qualche volta; è mia figlia, la vedo, la sento, la osservo e mi accorgo quando è il caso di tenerla al calduccio. Non mi fate sentire uno schifo, vi prego.
Se farà qualche colpetto di tosse, controlleremo e correremo ai ripari: belle tossi non esistono…avete mai sentire dire da qualcuno "ah, ma che bella tosse che ha sua figlia, me la presta?". La tosse è sempre brutta per una mamma, soprattutto per la mamma di un altro bambino.

Comunque, salute a parte, quest'anno mi son data anche al Calendario dell'Avvento; e proprio per mantenere salda l'espressione finta-creativa, l'ho scaricato da internet, dal sito Babygreen: facile, semplice, ingombrante al punto giusto. Ora mi tocca riempirlo…ho cominciato. Volevo cercare cose non banali. Sto "raccattando" tutto ciò che mi sembra carino, piccolo, economico, utile. Per ora ci sono già: una gommina profumata, una colla glitterosa, un panetto di didò, due pecorelle da aggiungere al presepe, qualche galatina. Pensavo di riempirlo ancora con: racconti natalizi, kit per realizzare un braccialetto, un paio di scarpette per Barbie ('che ha cominciato ad appassionarsi a 'sto gioco), elastico carino per capelli, e…al resto ci devo ancora pensare…idee? Soprattutto idee facili-economiche-piccole :-)



giovedì 21 novembre 2013

manco fosse un film



Ho una settimana e più di arretrati di blog da leggere, un sacco di disegni da fare, un progetto a cui lavorare, anzi due, anzi tre…anzi…:-)! Ho pensieri da vignettare, una bimba e un marito da coccolare, una casa da pulire, panni da stirare e lavare, peli da depilare…ciao!
Come spesso capite, soprattutto da 5 mesi a questa parte, fai dei programmi che puntualmente saltano. E così, un bel giorno, a pranzo, ricevo una telefonata da una mia amica che ha bisogno di una sostituzione su un set, per gravi motivi familiari. Non me la son sentita di dirle di no, per cui, tempo di organizzarmi con i vari nonni, per la nana (che tanto nana non lo è più), e la richiamo dicendole "sì"!
Su certe cose non bisogna rimuginarci troppo, soprattutto quando si tratta di una sola settimana: sarei riuscita a portare a termine un paio di cosette…insomma, l'ansia mammesca era stata placata…per un po'.
Per cui il lunedì mi son ritrovata sul set di un film di cui non sapevo assolutamente nulla, né quello che si sarebbe girato quel giorno (figurarsi i successivi), né la storia, né chi avrei incontrato. Conoscevo solo gli abiti che avrebbero dovuto indossare gli attori (la mia amica, tra i suoi casini, mi aveva lasciato in evidenza tutto ciò che mi sarebbe servito). Ah, sì! sapevo anche che il regista era alquanto particolare, ma non tanto quanto ho potuto vedere e testare.
Sul set NO VIOLA: assolutamente nulla di viola. No elastici, no righe, no cover telefono, no niente. Ti chiamavi Viola? cambiavi il tuo nome (ed è successo). Se capitava che lui scorgesse il malcapitato colore del malcapitato tecnico-attore-artista-professionista…..argh!!! Merda merda merda (9 volte, in cerchio). Questo me l'hanno raccontato, per fortuna non ho assistito a 'ste scene, ma il panico da colore e derivati l'ho vissuto.
Al cast, prima dell'inizio delle riprese, era stato consegnato un foglio con l'elenco delle parole tabù; avete mai giocato a tabù'? beh, ecco…così!
No a: auguri, sereno, serenità, Egitto, Aida, Masini, Mia martini e tante altre di cui non sono a conoscenza, ma credo di non averle mai pronunciate.
Poi lui…sclerava per nulla. Come un bambino capriccioso quando gli togli il gioco o lo contraddici. Esattamente così. Solo che lui di anni ne ha un po' di più di un bambino.
Io sono una che non sbrocca: ci sono stati momenti difficili. Arrivi in un posto sconosciuto, hai l'ansia da prestazione, la paura di fare errori, la timidezza dettata dal tuo carattere, la incapacità di alzare la voce e imporsi, l'imbranataggine che mi porto dietro, l'imbarazzo di fronte a certe situazioni, la voglia di tornare a casa per respirare aria più pulita.
Ho affrontato tutto, ho sorriso anche quando non mi andava, ma non l'ho fatto per cortesia, bensì per "attuare una nuova tattica". 
E' andata bene, sono-siamo sopravvissuti. La sera dell'ultimo giorno, a casa del regista, per festeggiare la fine, sembrava non ci fossero state difficoltà: lui ha ringraziato TUTTI, uno a uno. Gli animi erano sollevati e rilassati.
Io ce l'ho fatta, Marta è stata bene, coi nonni. Ma continuo a chiedervi: mamme che fate lavori fuori dall'ordinario, come fate? come riuscite a far tacere i sensi di colpa? come li affrontate? come vi organizzate coi figli? quante baby-sitter avete? vi accordate coi nonni, amici, zii? li pagate? No, perché io ancora una volta ho capito che forse questo tipo di attività, che sì mi piace, non si armonizza con la mia personalità. Sarà che ho anche altro tra le mani e quest'altra attività, seppur non particolarmente remunerativa, mi piace troppo per volerla lasciare andar via.
Poi puntualmente, ogni volta che ricevo una telefonata, una richiesta per questo tipo di lavoro (e prima della chiamata della mia amica, mi avevano chiamata altre due produzioni…un altro non avrebbe assolutamente rifiutato…io…son troppo ricca…:-P), entro nel panico, mi agito, la mia mente comincia a galoppare, vedo solo le difficoltà nel gestire una casa e una famiglia, vedo un marito che fa' un lavoro "speciale", un marito su cui posso contare relativamente. Vedo i piatti sporchi e la stanchezza di tornare a casa alle 2 di notte, vedo un bagno da lavare e la polvere per terra…quindi desisto. 
Insomma, solite cose. Però, sono tanto felice.  :-)

Ah! Perché il vampiro? l'episodio del film su cui ho lavorato aveva a che fare con angeli e vampiri.

lunedì 28 ottobre 2013

di nuovo W.W. Imperfetta

Mi riallaccio al post precedente, quello in cui parlavo di Wonder Woman Imperfetta. E mi riallaccio perchè credo che di W.W. e mamme imperfette si possa parlare anche quando di mezzo ci sono i sentimenti. Mi va di parlarne dopo aver letto i commenti al post di Giovanna, di 1 kg di costanza.
Leggevo leggevo leggevo, e purtroppo non capivo...non capivo come manchi quel senso di ironia in alcune donne, come sia forte invece la voglia di accusare. Ci sono i blog, i blog personali. Esistono e sono una bella cosa: un modo, per molte, di esorcizzare le proprie paure, i propri rancori, i momenti no, i sentimenti negativi. Mettere nero su bianco aiuta, favorisce il distacco da se stessi, per analizzare meglio le situazioni. Per auto-criticarsi, per riflettere. Almeno per me è così.
Pensare che una mamma non meriti di avere il proprio figlio accanto perché a volte soffre di stanchezza, perchè vorrebbe un po' di solitudine, non è cosa carina.
Non credevo esistessero le W.W. dei sentimenti, le mamme perfette che non hanno mai un crollo psicologico....non ci credevo, ma pare sia così. Esistono. Da quello che loro stesse dicono, esistono. Beate loro, mi viene da pensare.
Io...io crollo spesso, sopratutto quando son stanca, quando aspetto le mie cose (voi quindi non soffrite nemmeno di scombussolamenti ormonali?). Non per questo mi sento di amare meno mia figlia. Da quando c'è non ho mai pensato, credetemi, MAI! che "era meglio quando ero single"...mai! semplicemente mi viene naturale non pensare a come sarebbe se lei non ci fosse. Lei c'è, ringrazio Dio, c'è e la mia vita indubbiamente è cambiata; la mia scaletta di priorità è cambiata. 
Non mi sento ingrata se ho dei momenti di crollo psicologico, ripeto. Se mi arrabbio quando lei s'ammala perchè mi piacerebbe uscire. Se non sopporto stare in casa dopo due settimane di seguito di clausura, io e lei (perchè il papà è all'estero per lavoro). Se mi abbattono e innervosiscono i suoi capricci isterici. Scrivo e mi confronto con altre donne. Se le mamme perfette non accusassero, ma aiutassero a vedere le cose diversamente, da un proprio punto di vista, dando consigli, sarebbe meglio. 
Sarebbe favoloso se, davanti agli imprevisti, rispondessimo subito e con il sorriso sulle labbra con una bella vagonata di amore e ottimismo. Sarebbe PERFETTO.
Ma non è così, siamo umani/e e in preda allo sconforto qualche volta; io non rinnego la mia famiglia perchè sono giù. Sono giù, lo dico, lo disegno, lo scrivo. Mi arrabbio, grido, tengo il muso, mi lamento, ma vado avanti. Sono fasi, sono umana, le attraverso, le vivo, passo ad altro. Come tutti, come in tutte le cose della vita. 
Il blog è un diario. ognuno scrive dei suoi fallimenti, delle sue gioie, dei momenti neri. non costringetemi a dire che amo la domenica (vedi il post di Giovanna) perchè altrimenti sono una mamma da buttar via, e mia figlia sarebbe stato meglio se fosse capitata in un'altra famiglia. Amo la domenica a volte. A volte la amo quando resto in casa, sole io e lei. La amo a volte quando giochiamo. A volte però non ho la forza di giocare e vorrei che lei giocasse da sola, mentre io disegno, o che lei disegnasse accanto a me. A volte.
E' la vita. 

giovedì 17 ottobre 2013

riflessioni banali

Tutte quante siamo un po' Wonder Woman. Tutte quante siamo Imperfette. Personalmente non credo nell'esasperazione dell'una o dell'altra faccia della medaglia. Se una è troppo wonder, prima o poi cadrà nell'imperfezione...non puoi essere sempre a 1000 se sei una donna "normale", se non possiedi uno stuolo di "trucco-parrucco-personaltrainer-cuoco-balia-donnadellepulizie-badanti-personalshopper (e se li hai, non fai di certo parte delle persone normali).
Tutte siamo in grado di trasformarci in W.W., per necessità: se non è ancora successo, succederà. Vuol dire che non si sono ancora create le occasioni. Se non t'è successo, probabilmente è perchè hai sempre accanto a te qualcuno con cui condividere le disgrazie, che magari si trasforma in wonder al posto tuo, mentre tu ti occupi di altro. Se c'hai 'sta persona...prestamela! Scherzo, sono contenta di fare la Wonder, ogni tanto. Sono contenta di essere Imperfetta, ogni tanto. Per poterci ridere su, per poter dire "posso...voglio migliorare", per poter cadere, e dirmi che è bello rialzarsi e ricominciare. Se non fossi un po' Wonder un po' Imperfetta non riuscirei nemmeno a disegnare...non saprei cosa "vignettare". Racconterei una vita piatta (vabbe'...sto esagerando).
Tutto ciò dopo aver visto la seconda serie di "Una mamma imperfetta".* La fiction mi piace (mi piace guardarla più sul web che in tv. Non so perchè.); mi sembra ben fatta dal punto di vista tecnico. Si lascia guardare. Lascia spazio a sorrisi, riflessioni e critiche. Nel complesso le situazioni sono grottesche. Certe vicende familiari mi sembrano più reali se lette, piuttosto che guardate...per spiegarmi: mi sembrano molto più VERI i post che enfatizzano le disavventure quotidiane, quelli che lasciano spazio a un altro tipo di immaginazione, ma va bene così, sono due chiavi di lettura differenti, e gradevoli. Il personaggio Chiara mi sembra altamente normale, non solo nelle azioni, ma anche nell'aspetto fisico, nel trucco-non trucco, nell'abito. 
Personalmente non riesco a identificarmi in nessuna delle protagoniste. Ognuna ha una parte del mio essere donna e mamma (e non rivedo mio marito in nessuno dei loro, ma a lui dedicherò altri spazi).
Non ho ancora conosciuto mamme, a scuola di Marta che, pur lavorando, riescono a prendersi un caffè. Probabilmente non frequento la scuola agli orari giusti: quando accompagno Marta (sempre al limite, 8,30-8,45) incontro solo le mamme del quartiere, quelle che abitano nei pressi dell'edificio, quelle che non devono scappare sul posto di lavoro e timbrare un cartellino, quelle che si raccontano i fatti dei familiari ('chè probabilmente si conoscono bene e da tempo). Io vorrei sedermi al bar con loro, per confrontarci, chiacchierare due minuti. Per ora mi accontento di prendere il caffè con la mia amica tranese, che lavora a due passi da casa, e che pur lavorando in un ente pubblico, non deve timbrare nessun cartellino (ciao amica! :-)).

Sono solo piccole riflessioni suggerite dalla puntata di ieri della suddetta fiction, appunto. 

Io continuo la mia vita da W.W. altamente imbranata e non così in forma, come la bella attrice. Io, una super eroina che si smaglia le calze, che si accorge di avere l'abito stropicciato e macchiato, mente sta volando dalla parte opposta della città; che starnutisce mentre corre e si prende una tachipirina al volo. Una W.W. che fa più cose contemporaneamente, e per questo fa bruciare il sugo; che andrà a prendere la figlia da scuola, sempre all'ultimo momento, ma che chiederà anche un aiuto, quando serve.
Una Wonder Woman praticamente Imperfetta.




Non è un post sponsorizzato, nè vuole essere una critica cinematografica.

sabato 12 ottobre 2013

Brutto bagarospo!

Io e la nana stiamo andando d'amore e d'accordo. Sicuramente grazie anche alle visite dei nonni - santi -, che ci "distraggono" da noi.
L'umore è buono, siamo abbastanza serene, anche se ci sentiamo un po' in prigione (e sono sicura di poter parlare per entrambe). Siamo donne di strada, capite il senso. Sì, siamo in grado di sopravvivere al chiuso, ma, per bacco, abbiamo bisogno di respirare aria di mare, di guardare fuori.
Dal fronte malattie c'è la novità che anche la prossima settimana la ragazza sarà costretta a stare in casa, causa nuovi dolori (nonostante antibiotico e cortisone): siamo ri-corse dal dottore ieri, venerdì...a ridosso del w.e. Normale, no?
Vabbe', ormoni sotto controllo = no disperazione.

Per cui, se ve lo state chiedendo, non è successo questo:

Anzi, la notte scorsa la mia ragazza, dopo essere venuta a farmi visita nel lettone - mi sono accorta che ci arriva a occhi chiusi e ri-sprofonda nel sonno non appena assume la posizione orizzontale - si è dedicata a coccole nei miei confronti, accarezzandomi la fronte e i capelli...tenera, vero? :-)
Lunedì...torna F.!

mercoledì 9 ottobre 2013

non riesco a "smentire le regole"

Nessuna smentita alla regola: "figli che si ammalano il we e quando, aggiungerei, i padri sono fuori casa...fuori Italia...fuori Europa in questo caso.
Per cui, notte tra sabato e domenica la mini-donna comincia a dare i primi segnali di cattiva salute, fino a che, alle 6,30, dopo sei ore di "non sonno",mi dice che ha mal d'orecchio...eh mo'?  scusate il francesismo, a Bari si dice così e rende bene lo stato d'animo da panico. In 3 anni e 1/2 mai successo (il mal d'orecchio intendo). Santo internet, santo! mi collego con gli occhi appiccicaticci, con il mio cell., stando stesa nel letto con piccoletta lamentosa poggiata sul mio petto e cerco cosa fare, cosa dare...per fortuna un antidolorifico per nani ce l'avevo. Abbiamo placato il dolore fino al mattino dopo.

Per fortuna nonni, bisnonna, zie e zio hanno accettato di trasferirsi da noi, salvandoci così il pranzo e una malinconica domenica chiuse in casa. Hanno portato tutto, ma proprio tutto! loro (compreso pane e frutta...io avevo solo il vino, manco i tovaglioli! dovevo andare a far la spesa).
Abbiamo tirato con l'antidolorifico fino a lunedì pomeriggio, mettendo a tacere momentaneamente la febbre e il dolore all'orecchio. Non ho avuto il coraggio di chiamare il pediatra, per paura di sentirmi dire per l'ennesima volta "signora, lo sa che il fine settimana io non lavoro". Poi magari ti da pure un consiglio, dopo averti detto "se non la vedo non posso fare nulla", ma con un tono...insomma, "l'antidolorifico abbassa-febbre" ci ha aiutati, finchè lunedì appunto non abbiamo scoperto trattarsi di otite media, per cui via all'antibiotico e al cortisone.
La ragazza sta molto meglio, ha solo un faccino che da' di malattia, occhiaie pronunciatissime, ogni tanto scatti di nervosismo...non siamo abituate a stare troppe ore in casa!!! Roar!!!
Domenica sera sono crollata su skype con la mia testimonial: mi sono ribellata al mio senso di solitudine, volevo piangere (e l'ho fatto), volevo aver paura di non saper affrontare la cosa (e l'ho avuta). Poi m'è passato tutto. Sono andata a letto "sfogata" e con il numero della guardia medica salvato sul pc, nonsisammai. Ora va meglio; la convivenza non è drammatica, salvo alcuni litigi corredati di vocioni, ma che finiscono con un abbraccio e un "sorridi! allora vedi che non sei triste?" (questo lei, la simpatica).

Penso a come avrei fatto se avessi lavorato fuori casa. Mi dico che ce l'avrei fatta probabilmente con una marea di sensi di colpa. Mi dico che le cose a volte capitano quando è il momento giusto: prendi una situazione del genere, con marito negli USA, figlia che non può uscire fino a lunedì prossimo, nonni impegnati la mattina (ma che sicuramente si sarebbero resi disponibili in alcuni momenti)  e un lavoro fuori casa, per me, con orari non definiti. Ce l'avrei fatta, ok, ma con una pesantezza d'animo terribile. Tutto si può affrontare, ma così indubbiamente è stato più facile.

Sono 3 giorni che siamo qui, con fortunatamente le visite dei nonni, sta andando bene, ma forse dovremmo curarci più, Marta, che dici? Potrebbe bussare alla nostra porta chiunque, anche il postino per andare a firmare una raccomandata, la vicina di casa per chiedere, chennesò, il sale e troverebbero due pazze in pigiama o abiti casalinghi...che poi...vabbe', vi allieterò con un disegno...con faccine smunte, capelli in disordine (il rimmel me lo metto sempre però, mi fa sentire più carina).
Quindi diamoci da fare, pupa!
Sapete cosa mi sta pesando di più? Dover cucinare tutti i giorni...e dire che da questa settimana sarebbe cominciata la mensa a scuola...:-P


giovedì 3 ottobre 2013

momentanei momenti

Era dai tempi della Tatangelo che non succedeva...diciamo che Caparezza è stato quello che me l'ha portato via di più. In mezzo poi Velvet e Mario Venuti hanno fatto la loro bella parte. Tra questo e oggi, 5 anni. Avevo perso l'abitudine, mi ero adagiata su nuovi ritmi, sempre non regolari, ma nostri.

Stasera lo abbiamo accompagnato in stazione. Destinazione: Lecce, per poi poter prendere l'aero a Brindisi domattina, per poi volare verso gli U.S.A.: Miami, Los Angeles e New York. Invidio? un po'. Anche se io so PER CERTISSIMO che sarei partita col cuore più appesantito nel lasciare la nana (sensi di colpa, s.m.s....solite cose).
I giorni non saranno molti. Ma...a un certo punto, stasera, m'è preso male. Tristezza, paure, agitazione, malinconia: in un attimo tutti 'sti sentimenti si sono affollati dentro di me, causando scompiglio e occhio lucido.
Poi tutto ok, sono una donna forte! So cavarmela da sola, da sola mi rimbocco le maniche. Non è una tragedia, conosco donne che abitualmente affrontano simili distacchi...è solo, ripeto, che la novità a volte mi manda in tilt. Poi tutto torna alla normalità. Il cielo si rasserena, comincia la giornata, si vive, si affrontano i problemi, si gioisce. A volte compaiono nuvole, come è normale che sia. Si aspetta, si vive...andranno via.
Niente, solo per condividere piccole emozioni e per ringraziare perchè, sembrerà stupido, ma matita e foglio per me sono strumenti efficacissimi, che mi aiutano a esorcizzare i momenti no.
E quindi...

mercoledì 2 ottobre 2013

lunedì 30 settembre


Ingredienti:
- L'amica, la testimonial.
- 1 mattina libera (nana a scuola, marito di ritorno dalla Francia-Svizzera)
- 1 passeggiata
- 1 caffè e 1 cornetto a testa
- chiacchiere q.b.
- poche commissioni

Come se i pianeti si fossero allineati, Marte in Giove o Giunone, robe simili. Luna piena e sole che sorge da levante. Nessuno ormone in subbuglio. O almeno così sembrava.
Ciao! Ciao! io prendo il pullman e torno al paese. Io vado a prendere la nana da scuola. Ed è come se domani non dovesse ripartire, ma si potrebbe approfittare di un'altra mattinata di compagnia.

Stai piangendo? Allora vuol dire che le aspetti, dai! :-)


giovedì 26 settembre 2013

amici premi-premi amici


Questa volta ringrazio e giro subito!
Ringrazio Monica :-)
Proprio ieri riflettevo sulle differenze tra amicizie e conoscenze...amicizia quando ci si rivela una parte importante di sè. E credo che il blog aiuti a far questo (per quanto mi riguarda a volte meglio delle parole, 'chè so' un po' timida, sapete?).
Poi favorisce amicizie...e sì...sembra strano, ma la potenza di internet è anche questa, se sfruttata bene (ho amici che si son conosciuti-fidanzati-sposati-riprodotti grazie a internet...cioè, grazie a internet si son conosciuti, poi il resto è venuto da sè).

Quindi ora mi tocca girare il "premio" a altre pupe...ma solo cinque? uff....
Dunque, lo giro a (in ordine sparso):
4. Monica

Donne, 5 son pochine! queste mi son venute di getto, ma l'avrei passato anche a altre.
E ora, 7 cose di me:
1. non mi piace guardarmi allo specchio quando mi lavo i denti
2. non mi piace lavare i denti a Marta
3. raramente mi vedo carina
4. anche io, come monica, ho un sogno-progetto nel cassetto che per ora stenta a decollare, ma non mollo
5. a volte sono spendacciona (ma con cose che non costano tanto, dai!)
6. in quarta elementare volevo fare la suora....!
7. ho la cellulite (anche se sono mingherlina)!!!


venerdì 20 settembre 2013

Buon compelanno!

Metti insieme 51 illustratori, affermati o no, dai loro un tema, organizza e allestisci gli spazi, e poi...guarda, osserva, critica, gioisci, stupisciti, ammira, sogna. Ecco quello che è successo in occasione dei 30 anni del Granteatrino Casa di Pulcinella di Bari. 30 anni che il teatro vive in città e che lavora, ma si diverte anche.

Per l'anniversario hanno pensato anche a una mostra, dal titolo appunto "Pulcinella in città". La mostra, patrocinata dall'Associazione Illustratori, sarà presente nella Sala Murat di Bari fino al 22 settembre.
Allego la locandina (oltre a qualche scatto), in modo che si possano leggere i nomi degli illustratori che hanno contribuito con il loro tratto, con la loro personalità, la fantasia che li contraddistingue, a decorare le pareti della sala, a rallegrare la vista dei visitatori.
La Sala in questione gode di un'ottima posizione in città: è all'ingresso di una delle piazze più frequentate, all'incrocio di due strade fondamentali del centro. Non sarà facile farsela scappare.
locandina




nota:
Cos'è per me la casa di Pulcinella? un luogo magico, ma non perchè io l'abbia frequentato da bambina, anzi! ho scoperto il mondo dei burattini-marionette-pupazzi abbastanza tardi...25 anni circa. Ho imparato ad apprezzarli perchè ho visto il "dietro le quinte"; ho annusato la magia di questa piccolo teatro, un teatro che si fa al chiuso, ma che si presta anche alla strada. Che fa ridere i bimbi e piangere-ridere gli adulti.
Ho imparato a mettermi in gioco; ho scoperto che anche io potevo dar vita a un personaggio, costruendolo e animandolo, e che quelli che erano i giochi di bambina, si potevano tramutare in lavoro-gioco da grande. Ho conosciuto artisti e stimato persone, ho stretto rapporti che tutto sommato ci sono ancora. Ho iniziato a guadagnare i primi "soldi veri". 
Ho costruito e vestito burattini e pupazzi di gomma piuma.
Ho visto la sorpresa negli occhi dei bambini...sorpresa che riscopro negli occhi di Marta.

Buon compleanno Tetro di Pulcinella, che tu possa splendere di magia ancora...e ancora...





lunedì 16 settembre 2013

primo giorno di scuola e altre riflessioni


Io: "Salve...salve...ah! Buongiorno maestra, bentrovata! Volevo dirle che Marta non è venuta perchè non sta bene"
M.: "Ah, buongiorno signora! mi spiace!"
Io: "spero possa venire domani. Buona giornata e buon lavoro!"
M.: "a lei, a domani!"

Poi...sono scappata da quella massa di genitori e bambini, nuovi e meno nuovi, piangenti e sorridenti, maestre indaffarate a conoscere, salutare, consolare.
Domani (spero) toccherà a noi. Perchè la nana, a due giorni dall'inizio, si è ammalata: tosse (solita gola) e febbre. Quindi antibiotico - il primo di una lunga serie? - e aerosol con fisiologica, a ripetizione.
La colpa, lo so, è dell'aria condizionata...ma come si faceva prima senza aria condizionata? Si sudava? e sì, si sudava e si sopportava...non c'è altra risposta.
Io sono della fazione "no-aria condizionata": no nelle auto, mi fa venire mal di testa. No nei negozi (ce ne sono alcuni in cui si ghiaccia). A minime dosi non è proprio da buttar via, ma se posso scegliere scelgo NO. Poi, scusate, non è peggio entrare "un pezzo d'acqua" in un luogo gelido? Vabbe', magari tra qualche anno mi ricrederò, per ora è così.

Oggi, camminando con l'auto, coi finestrini aperti e sudando (ricordo: non uso l'aria condizionata) a più non posso - perchè sono uscita da casa con abiti autunnali, 'chè pioveva ed era nuvoloso, ma pochi isolati da casa c'era un caldo sole estivo...la nuvola di Fantozzi esiste, solo che è troppo pigra per seguirti lungo tutto il percorso - dicevo, mentre ero in auto, riflettevo sulle strisce pedonali e sui pedoni: se fermarsi per far attraversare un pedone dovrebbe essere regola, qua da noi spesso è "gentilezza". Se ti fermi per far passare un cristiano sei proprio gentile, una brava persona. E chi attraversa a volte si sente in dovere di ringraziarti (io lo faccio...ringraziare intendo, ma anche fermarmi, salvo...imprevisti, ehm!).                                              C'è una categoria di pedoni però, qui da noi, soprattutto uomini, uomini di una certa età, che interpretano l'azione di fermarsi come un affronto nei loro confronti. Mai sia ti fermi, mai sia ti fermi e sei donna! Loro si irrigidiscono, si accigliano, sbuffano e ti fanno cenno, con la mano (e con la voce, ma io evito di capirli) di camminare.
Allora passi e ti riprometti di ignorali la prossima volta che te li troverai davanti. Li odio un po' (senza troppa cattiveria), posso dirlo?



giovedì 12 settembre 2013

un buon non-carnevale

C'è il sole, il mare, l'estate...e c'è Peppa Pig.
C'è il parco giochi con scivoli e altalene e c'è Peppa Pig.
C'è il salone del cibo, e c'è Peppa Pig.
C'è l'ipermercato e c'è Peppa Pig.
C'è mai stato qualche personaggio dei cartoni animati presente quanto la Peppa?
Forse Hello Kitty le tiene testa. Ma Peppa...Peppa la amano anche i maschietti, mentre Kitty è trooooppo da femminuccia tutta rosa e brillantini.
 In ogni caso in casa nostra va molto il maialino rosa, e ultimamente con alcune mamme, non mamme, zie, nonne ci chiedevamo “ma perchè, oh Peppa, sei così gettonata?”. Mi son data varie risposte, tra cui la semplicità grafica del personaggio, i suoi colori piatti, no-sfumature, brillanti e vivaci. Le avventure semplici che vive quotidianamente, le passioni che ha, e che sono quelle dei bambini. L'asilo, le pozzanghere (per fortuna qui solo d'acqua), gli amici, il parco giochi, i nonni (anche se i nonni della mia nana non possiedono barca, né tantomeno la portano a spasso sul fiume), i gelati e l'arcobaleno, i dinosauri e le principesse.

E poi un gran bel gruppo che pubblicizza e diffonde quest'immagine; e i bimbi che guardano. E i genitori & co. Che molto spesso incentivano gli acquisti (e quindi le vendite). Per cui anche da noi, in vista della scuola, non poteva certo non venire l'idea (per ora non ancora concretizzatasi) di un simpatico accessorio, che richiamasse alla mente il simpatico maialino, non foss'altro per invogliare a ricominciarla, questa benedetta scuola!

Alla fine abbiamo optato per un paio di "galosce" nuove*, 'chè quelle dell'anno scorso puzzavano (ma quanto cavolo puzzano gli stivali di gomma?) e erano diventate piccole. 
Così son due giorni che non si indossa nient'altro che galosce, anche se fa' molto caldo, in casa, appena ci si sveglia, per uscire...sempre.

Ecco lo scenario di ieri pomeriggio: galosce corredate di bella corona...qualche mamma mi ha presa per una cretina - lo leggevo nei vostri occhi, mamme -, qualche bimba la guardava con sorpresa mista a ammirazione ("mamma, anche io voglio travestirmi!"), il maggiore successo è stato riscosso tra nonnini/e del quartiere. I bimbi non si stupiscono di quelle che per noi sono "strane-azioni", per loro è gioco, è vita, è normale, è bello. E basta.






* acquistate anche come premio per aver ripreso a dormire spesso nel suo lettino, tutta la notte :-)


venerdì 6 settembre 2013

cose d'estate

Cosa abbiamo fatto quest'estate?
Oltre alle passeggiate in città di cui parlavo in qualche post fa, oltre a disegnare, a licenziarmi, a trovare tanti piccoli lavoretti occasionali veramente FIGHI; oltre a lamentarmi e essere felice; oltre a allenare l'attesa e la pazienza, a ascoltare musica dal vivo, a rivedere gli amici che tornano per le vacanze, a recuperare qualche stipendio arretrato (ebbene Sì!!!)....oltre questo posso dire che è stata un'estate carina, fatta anche di "ospitate" in case al mare-campagna di amici; un'estate veloce che non mi ha dato il tempo di rimediare a talloni screpolati - 'chè non ne hanno avuto il tempo-. Un'estate non troppo calda, anzi! un'estate tutto sommato piacevole.
Un'estate celestina, non gialla.

Aggiungo a queste parole qualche breve disegno:

Nella top-list dei momenti speciali ci metto l'incontro con Francesca e Michele. :-)
Quando due blog si incontrano, si incontrano due vite, a volte anche quattro. E succede che:
- ci si senta via mail e poi via sms e via telefono
- ci si incontri in una città X in occasione di un evento
- ci si rincontri volutamente in terra familiare
- si esca
- si passeggi
- ci si mangi una pizza
- si spinga un carrozzino con figli dell'altra
- si parli
- si giochi con la plastilina
- si cada
- si guardi il mare
- si mangi ancora
- ci si imbuchi a una festa in un locale fashion con abiti da battaglia
Incontrarsi (ri-incontrarsi per la verità) e confrontarsi, ridere, vedere i propri nani giocare insieme, il suo piccoletto che subisce gli sbalzi d'umore di una nana con tutti gli ormoni di una ragazza-donna usati come una adulta. 
Checchè ne dica la mia amica tranese, Angela, io quello scorcio di Trani, dal parco, non l'avevo mai visto...grazie Fra'! :-)
Scherzi a parte, è proprio bello quando dalle parole scritte si passa alle parole "parlate". A presto donna giramondo!

E poi la mia testimonial di nozze, la mia AMICA, finalmente libera dall'incubo dei disturbi pre-periodo femminile mensile (e che volete farci, gli ormoni femminili sono la mia preoccupazione principale), a casa mia per due notti e quattro giorno - non ho fatto male i calcoli -, a parlare un po' anche con lei dal vivo, quando Marta ce lo permetteva.
L'unica persona che beve il te' bollente con 40 gradi, l'unica donna che usa camicie da notte anti...tutto! con nonchalance....la prova del 9 per l'uomo che ha rubato il suo cuore. Però, amica, piano piano a scherzare col fuoco :-D !
La mia Amica, Francesco al femminile per certi versi. A lei niente baci però! :-)

E ancora...un'estate piena di matrimoni di belle persone, di persone innamorate sul serio, di legami forti, di ostacoli superati, di nuovi problemi da affrontare insieme, di sorrisi e commozioni. matrimoni che suscitano riflessioni personali, che ti fanno piangere (anche per le risate), di amicizie di anni,

Argomento materiale: gli outfit da matrimonio. Io sbaglio sempre.
Ecco come mi sono agghindata:

 Per quanto riguarda il primo vestito, quello nero, mi ero posta il problema del colore per un evento del genere. Alla fine ho deciso di indossarlo comunque, accostandolo a piccole punte delicate di cipria e grigio (no, stavo bene, dai!).
Stamattina ho letto l'etichetta e ho scoperto che fa parte della collezione "notte"....ora tutto ha un senso.

Ecco, la mia estate sta volgendo al termine, la mia, la nostra! 
E' stata sì celestina, ma PIENA.
Ora mi rimboccherò le maniche e cercherò di fare spazio dentro me a nuovi progetti, per la sopravvivenza familiare insomma...perchè le cose belle e fighe, quelle che mi riempiono cuore-occhi-pancia, le ho già tra le mani, e continuerò comunque a cercarle.


Domande che richiedono preparazione

Dopo " da dove escono i bambini " siamo passati a " perché siamo fatti così? " (non è che esiste una puntata di Sia...